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Come si scrive impronta o inpronta?

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867 N impronta

La regola grammaticale italiana è chiara e semplice: dinanzi alle consonanti labiali come “p” e “b” – nei termini che lo richiedono – si antepone sempre la “m”, pertanto tra “impronta” e “inpronta”, la forma corretta è “impronta” e così anche “bambino” (e non “banbino”), compleanno (e non “conpleanno”), impresa (e non “inpresa”) e così via.

Quando ai bambini si vuole insegnare questa semplice regola, la si fa loro assimilare con questa efficace formula: «davanti alla “P” di papà e alla “B” di babbo ci va la “M” di mamma». Il termine “impronta” deriva dal latino “improntare” e può assumere vari significati; il più frequente è quello che indica nell’impronta un segno che si lascia esercitando una pressione su o in qualcosa come per esempio: impronte dei passi sulla neve, impronte nella sabbia.

In senso figurato, il termine significa un segno o traccia evidente della personalità o carattere di un individuo, per esempio: quell’opera reca l’impronta del genio dell’artista. Infine, un terzo significato per “impronta” è come sinonimo di calco, modello di riproduzione di forme in rilievo o in incavo come per esempio: il dentista prese l’impronta dell’arcata dentaria del paziente.

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