Come superare lo stress lavorativo: consigli da sapere
Come superare lo stress lavorativo: consigli utili
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Come superare lo stress lavorativo: consigli utili

stress lavorativo
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In un periodo sempre più frenetico, ormai lo stress lavorativo è all'ordine del giorno. Come combatterlo?

In un periodo sempre più frenetico, ormai lo stress lavorativo è all’ordine del giorno. Come combatterlo? Andiamo prima, come facciamo sempre nei nostri articoli, a definire l’oggetto di cui stiamo trattando, e poi discuteremo dei possibili rimedi di una delle patologie più gravi che l’odierna medicina, soprattutto quella del lavoro, deve affrontare. Saper combattere lo stress lavorativo vuol dire saper decidere per il bene della propria vita.

Stress lavorativo

Che cos’è lo stress innanzitutto, soprattutto lo stress lavorativo? E poi, è sempre un rischio? Lo stress indica uno stato di tensione in cui si viene a trova l’organismo in risposta a sollecitazioni di eventi-stimolo percepiti come stressori. Uno stimolo, pertanto, non è fonte di stress di per sé, ma in relazione a come viene percepito ed interpretato dal singolo soggetto, quindi in relazione alle caratteristiche fisiche e psicologiche di ciascuno.Ciò che può essere stressante per uno di noi non lo è per un altro.

Quando l’organismo percepisce come stressori determinati stimoli mette in atto un processo di coping, vale a dire una serie di risposte, alcune immediate ed inconsce, altre più “ponderate” e filtrate da considerazioni di tipo cognitivo, quali l’opportunità sociale, la vergogna ecc.

Il medico austriaco Hans Selye definì nel 1936 lo stress come “Sindrome Generale di Adattamento” che si sviluppa in tre fasi: allarme > resistenza > esaurimento.

In sostanza l’organismo reagisce a uno stimolo stressante entrando in allarme, quindi cerca di opporre una resistenza a tale modificazione del proprio stato di equilibrio che l’evento-stimolo va a modificare per poi tentare di adattarsi e ritrovare così un nuovo equilibrio. Il tentativo di adattamento all’ambiente esterno è fondamentale per la sopravvivenza e questo l’uomo primitivo lo sapeva bene; tuttora, nonostante le diversità ambientali in cui ci troviamo a vivere, i meccanismi biologici che garantiscono la sopravvivenza della specie permangono.

Laddove l’organismo non riesca in questo tentativo di affrontare l’evento per poi riportare l’equilibrio ecco che quella che doveva (utilmente si parla infatti di eustress) essere una situazione transitoria di stress lavorativo permane nel tempo come se fosse la nuova condizione, diventando così di stress cronico, un fattore di rischio, appunto per la salute fisica e mentale che può fare da catalizzatore per altre patologie.

In sostanza, è come se vivessimo costantemente in allarme e sollecitati pur in assenza di specifici stimoli stressanti.

In questa situazione, in cui buona parte di noi si trova a vivere, e in particolare chi ha ritmi di lavoro sostenuti (professionisti, imprenditori, manager, ma non solo, anche impiegati, casalinghe e gli stessi giovani), può essere utile l’ausilio di un coach per fare il punto della situazione con se stessi, prendere coscienza del proprio stile di vita e apportare piccoli o grandi cambiamenti di prospettiva e di comportamento utili ad affrontare con maggior equilibrio e positività il lavoro e la vita privata.

Spesso – non dimentichiamo – l’incidenza di un evento sulla propria vita dipende più dalla percezione che ne abbiamo e dall’interpretazione che ne diamo. Qui gioca un fattore importante:

Il dialogo interno (la vocina con cui ci parliamo costantemente nella nostra testa), l’atteggiamento positivo (quindi la capacità di vedere le opportunità e il “bicchiere mezzo pieno”); la linguistica (le parole e i termini che utilizziamo per definire le situazioni, non dimentichiamo che le parole sono àncore di stati emotivi, per cui parlare di “errore” e di “esperienza” ha due effetti diversi sul nostro stato d’animo, parlare di “problema” e di “sfida” pure); non da ultimo, importante è la capacità di vivere con humor, in modo da saper prendere le distanze dalle situazioni e “disinnescarle” prima che ci travolgano emotivamente.

Abitudini da adottare

Ecco 7 abitudini che sarebbe bene adottare per gestire lo stress:

Mantenere uno stile di vita sano (attività fisica, alimentazione corretta, riposo adeguato);

Ricordarsi di ridere ogni giorno e di adottare il pensiero positivo;

Mantenere attiva una rete di relazioni sociali per ricaricare le batterie;

Sviluppare la mentalità di problem solving, focalizzandoci più sul “come” risolvere una situazione che sul “perché” è capitata proprio a noi;

Sviluppare la capacità di pianificare adeguatamente il proprio tempo riservandoci sempre del tempo per “staccare” e rigenerarci;

Adottare forme di comunicazione assertiva, in modo da entrare in empatia con i nostri interlocutori e imparare a comunicare efficacemente non solo a livello cognitivo ma anche emotivo;

Imparare a gratificarci dopo un successo, piccolo o grande che sia.

Quando il lavoro genera stress e nervosismo si può chiedere il risarcimento all’azienda per il danno provocato? Quali sono i casi in cui il datore di lavoro può considerarsi responsabile per la tensione o l’eccessivo sovraffaticamento da parte del dipendente e per le rispettive ripercussioni sulla sua salute?

Con la recente sentenza n.

1185 del 18 gennaio 2017, si è pronunciata la Corte di Cassazione stabilendo specifici criteri e convalidando l’orientamento precedente. Di seguito ecco quando è possibile chiedere il risarcimento per danno da stress lavorativo, caso per caso.

Quando è risarcibile?

Nel momento in cui pregiudica la normale esistenza del dipendente, lo stress da lavoro entra a far parte della categoria del danno non patrimoniale. Per quanto riguarda il danno non patrimoniale, questo fa riferimento agli effetti negativi subiti dal cittadino conseguentemente ad un fatto illecito, che possono essere sia di matrice morale, sia esistenziale che biologica. Queste tipologie di danni sono caratterizzate principalmente per il fatto che, a differenza dei danni patrimoniali, non danno automatico diritto al risarcimento. In base alla sentenza della Cassazione n. 1185/2017, sulla scia del recente orientamento della giurisprudenza, viene affermato che il danno non patrimoniale dà diritto al risarcimento:

Quando il fatto illecito sia configurabile come reato.
Laddove il risarcimento venga espressamente previsto “anche al di fuori dell’ipotesi di reato”.
Quando l’illecito abbia violato gravemente “diritti inviolabili della persona”, sanciti dalla Costituzione.
Come provare i danni da stress e ottenere il risarcimento?

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Come difendersi?
Nello specifico del caso di stress subito all’interno dell’ambiente di lavoro, scatta il diritto al risarcimento esclusivamente quando la condotta illecita da parte del datore di lavoro abbia violato i diritti inviolabili del dipendente, ossia quelli tutelati proprio dalla Costituzione.

Le suddette violazioni vanno, però, individuate caso per caso dal giudice, il quale sarà tenuto a discriminare tra semplici “pregiudizi” (disagi non risarcibili) e danni che invece devono essere risarciti. Se vuole ottenere giustizia, quindi, il dipendente è tenuto a fornire prove precise, vale a dire dimostrando le lesioni subite alla salute con certificati medici.

Datore di lavoro: quali doveri ha?

Il datore di lavoro, all’interno di quelli che sono considerati i diritti inviolabili dalla Costituzione, deve comunque rispettare le norme di legge: in particolare, l’imprenditore è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psico-fisica dei propri dipendenti, prevenendo quindi non soltanto i danni fisici, ma anche quelli psicologici e da stress lavorativo.

Andiamo quindi a scoprire come curare lo stress lavorativo.

Migliori prodotti

Ecco il prodotto migliore per combattere lo stress lavorativo, del tutto naturale ed efficace al 100%. A volte, per superare ansia e stress, possono essere utili rimedi non invasivi ma utili a livello psicofisico.

Bio Relaxo

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Lo stress lavorativo e l’insonnia sono due gravi problematiche che sovente affliggono varie persone per periodi più o meno brevi. Fra i rimedi naturali o meno che mensilmente godono di disamine redazionali, quest’oggi ci occupiamo di Bio Relaxo, un prodotto delle cui proprietà, fini e funzionamento tratteremo nei paragrafi seguenti. Partiamo come di consueto dall’ingrediente base del prodotto in titolo.

Si tratta di estratto puro del Pinus Cembra, volgarmente noto come Cirmolo. Stando a quanto dichiarato dal sito web di Bio Relaxo, tale estratto è stato scelto dopo vari test e studi di naturopati e scienziati operativi nel campo dei rimedi naturali. Le prove a laboratorio di tale estratto di Pinus Cembra, hanno mostrato, miglioramenti tangibili nelle persone che lamentano stress sia fisico che mentale e disturbi del sonno.

A confermare ulteriormente le proprietà benefiche del detto estratto, ci rifacciamo a quanto è rassegnato nella pagina ufficiale del prodotto, sede in cui potrete trovare ulteriori informazioni in merito. Accenniamo in questi termini alla ricerca dello studioso dell’Istituto Human Research, Vincent Grote; ricerca che si è dimostrata efficace nel provare l’esistenza dei benefici dell’essenza di cirmolo sulla salute. Fondamentalmente si è dimostrato un abbassamento della frequenza cardiaca, un miglioramento della qualità del sonno e un effetto antibatterico generale.

Funzionamento, costi e opinioni

Utilizzare Bio Relaxo è molto semplice. Occorrerà seguire le indicazioni seguenti: spruzzare 3 o 4 volte il prodotto sul letto dove andrete a dormire, e una medesima quantità di essenza sul cuscino, proprio prima di riposare. Oltre a questo è consigliato aspergere un po’ di quantità di Bio Relaxo (sui 3 spruzzi a quanto riferito) su un fazzoletto da annusare per combattere meglio l’ansia e gestire al meglio lo stress. Con un utilizzo giornaliero diviso in tal modo, il prodotto dovrebbe durare circa 3 mesi.

Ma dove comprare Bio Relaxo?

Come tanti rimedi naturali di questo tipo, basterà compilare un form per acquistarlo sul sito ufficiale di Bio Relaxo, dove ci troveremo di fronte a un formulario da compilare con le proprie generalità, utili anche ai fini della spedizione. E il prezzo? Una confezione di Bio Relaxo costa 49 euro e la spedizione col corriere espresso è inclusa nel prezzo. Qualora si volesse acquistare invece una maggiore quantità di flaconi si potrà beneficiare di vari sconti proporzionalmente maggiori al numero di Bio Relaxo ordinato.

Giunti a questo punto, non ci resta che menzionare le opinioni di chi ha provato tale prodotto. Sulla pagina ufficiale di vendita e promozione del prodotto, è possibile leggere varie recensioni positive di chi ha acquistato il detto prodotto. A ogni modo, nel caso in cui si intendesse andare più a fondo della questione, basterà una semplice ricerca su google per scoprire di più sulla bontà o sui pareri negativi di Bio Relaxo.

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Modestino Picariello 757 Articoli
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