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Come vengono spesi i soldi delle multe a Palermo (e quanto è sparito)

Ieri Repubblica pubblicava un accurato servizio riguardante le multe per chi non rispetta le targhe alterne nei giorni giusti, ovvero targhe pari nei giorni pari e targhe dispari nei giorni dispari, con ampie limitazioni per le macchine che non sono Euro 4 ed Euro 5. I palermitani si sono accorti come del provvedimento (letteralmente “congelato” durante l’estate, dove chiunque poteva girare liberamente senza limitazioni) i vigili si siano ricordati proprio ora con l’arrivo delle prime piogge autunnali, che a Palermo coincidono con un aumento esponenziale delle auto per strade, del nervosismo durante gli incolonnamenti ed i disagi causati da un sistema fognario ormai obsoleto. I 244 automobilisti sanzionati finora si sono accorti come le multe per il mancato rispetto dell’ordinanza siano praticamente raddoppiate, passando da 74 euro a 155 euro.

A questo punto verrebbe da chiedersi, ma come vengono spesi i soldi delle multe? Se controllate attentamente l’ordinanza risalente al febbraio 2010, il Comune metteva a bilancio ben 10 milioni di euro, da re-investire per il 50% nel potenziamento della rete stradale ed al miglioramento delle strade, alla fornitura dei mezzi per la polizia municipale (la benzina per i mezzi insomma, rimasti a secco proprio in estate), mentre il restante 10% dovrebbe andare in imprecisati programmi a sostegno degli utenti deboli e, udite udite, interventi a favore della mobilità ciclistica. Facciamo due conti. Calcoliamo che almeno 5 milioni di euro, ovvero la metà dei proventi delle multe, vengono usati per pagare gli stipendi di vigili e dirigenti. Stimando duecento vigili urbani pagati per circa 2000 euro lordi al mese non verrebbero spesi più di 400 mila euro, supponendo un paio di stipendi pesanti per dirigenti e comandanti forse copriamo 1 milione di euro.

Mancano ben 4 milioni di euro all’appello.

Con 5 milioni di euro dovrebbero esserci almeno 2000 unità compresi i dirigenti e questo calcolando soltanto la metà dei soldi messi a bilancio. L’altra metà, come spiegato, deve essere investita in benzina per i mezzi della municipale e manutenzione delle strade. Il costo del bitume, cresciuto esponenzialmente dal 1999 perché strettamente dipendente dal costo del petrolio, si aggira intorno ai 45 euro al quintale. Calcolando per un comune come Palermo almeno 10 tonnellate di bitume per la manutenzione stradale arriviamo ad una spesa di 4500 euro, più le spese di trasporto gonfiamo ipoteticamente i prezzi fino a 10.000 euro. Aggiungendo a queste spese la manutenzione per la segnaletica stradale orizzontale e verticale, il controllo dei guardrail e la gestione dei mezzi della municipale in caso di sinistri stradali (tre in tutto) potremmo spendere forse 2 milioni di euro. Ed i restanti 3 milioni di euro dove sono finiti? Anzi, visto che almeno il 10% vanno investiti in piste ciclabili, dove vengono dirottati quei soldi? E soprattutto, se per il triennio sono previste entrate derivanti dalle multe per ben 21 milioni di euro, come pensa il Comune di spendere quei soldi? I conti purtroppo non tornano, visto lo stato delle nostre strade.

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Micscarpinato

Io in nome del Coordinamento Palermo Ciclabile-FIAB ti posso garantire che quel 10% destinato alla mobilità ciclistica non è stato MAI usato e chissà in cosa l’hanno dirottato.
Quel 10% non serve solo alla costruzione e alla manutenzione delle piste ma anche “sponsorizzazione” dell’uso della bici la segnaletica, costituzione di un ufficio biciclette etc., ma come detto nulla di tutto ciò è stato fatto.

io

Siete vergognosi…

Non aggiungo altro…

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