Commissario Moscovici: punizioni non sono filosofia Ue
Commissario Moscovici: punizioni non sono filosofia Ue
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Commissario Moscovici: punizioni non sono filosofia Ue

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Secondo il Commissario Ue Affari Esteri Moscovici, non è il bastone la filosofia dell’Unione Europea. Meglio evitare le punizioni.

Ha deciso di rompere il silenzio il Commissario Ue agli Affari Esteri Pierre Moscovici, intervenendo in merito alle discusse questioni sull’economia europea e sui bilanci e le manovre presentati da diversi paesi, fra i quali l’Italia.

Necessaria una lettura intelligente delle regole

“Questa Commissione” ha dichiarato Moscovici, “non considera il bastone e le punizioni la sua filosofia”, “se possiamo evitare le punizioni è sempre meglio”. Moscovici ha invocato poi la necessità di una “lettura intelligente delle regole”: “alcuni me lo rimproverano” ha poi aggiunto il Commissario, “ma me ne prendo la responsabilità”.

Riguardo alle lettere inviate ai governi dei paesi europei in merito alle rispettive manovre economiche, Moscovici ha invitato a non “minimizzare, ma neppure esagerare”. “La Commissione”, ha spiegato, “dialoga con i governi, e abbiamo quindi semplicemente formalizzato il dialogo in corso”.

In merito alla situazione dell’Italia (e lo stesso discorso vale per altri paesi, fra cui Cipro e la Finlandia), Moscovici ha riferito che in Commissione si è rilevato “uno scarto fra l’aggiustamento strutturale chiesto dal Consiglio e le cifre presentate”.

“Punti dolenti della manovra non ce ne sono” ha invece commentato Renzi, ma l’augurio espresso da Moscovici è di ricevere i necessari chiarimenti nel tempo più breve possibile.

Il premier, dal canto suo, ha voluto ancora una volta ribadire la correttezza della manovra italiana.

“Non stiamo dicendo che vogliamo delle concessioni dell’Ue altrimenti mettiamo il veto” ha dichiarato, “diciamo una cosa diversa, che la nostra manovra è perfettamente legittima e regolare non stiamo facendo niente che non sia in regola”.

Nel frattempo, da Berlino è arrivato l’appoggio all’Italia sul tema migranti. Il governo tedesco si è detto “completamente d’accordo” sulla necessità di aiutare a livello europeo quei paesi, come il nostro, “oberati da un alto numero di profughi”. Tuttavia, il portavoce di Berlino Steffen Seibert ha colto l’occasione per ribadire la necessità di rispettare in modo scrupoloso le procedure di accoglienza, con particolare riferimento alla registrazione dei migranti in arrivo sul territorio.

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