Commissione UE, Italia non rispetta i limiti sullo smog
Commissione UE, Italia non rispetta i limiti sullo smog
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Commissione UE, Italia non rispetta i limiti sullo smog

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Dalla Commissione UE è arrivato l’invito a contrastare i livelli di smog in Italia. Normativa europea disattesa in 23 Stati su 28.

Italia ancora una volta nel mirino della Commissione UE. Questa volta, però, in compagnia di Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Ad accomunare tutti questi Paesi è. a parere di Bruxelles, il fatto di non contrastare in modo adeguato l’inquinamento dell’aria legato al biossido di azoto.

Italia, Germania, Regno Unito, Francia e Spagna non rispettano le norme europee sullo smog

La notizia è arrivata pochi giorni fa, quando la Commissione UE ha diffuso un comunicato ufficiale in cui si esortano “i cinque Stati membri ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica”, ovvero a contrastare in maniera attiva l’inquinamento dell’aria. Per quanto riguarda il nostro Paese, la Commissione ha infatti segnalato continue e persistenti violazioni dei limiti di concentrazione di biossido di azoto nell’aria in almeno 12 zone del territorio italiano.

Le grandi città, in particolare, sono le più colpite, con Milano, Roma e Torino in prima fila.

“E’ necessario”, ha ricordato la Commissione UE, “compiere maggiori sforzi a livello nazionale, regionale e locale per adempiere agli obblighi della normativa europea (la Direttiva 2008/50/CE, ndr) e tutelare la salute pubblica”. Ora, i cinque Paesi richiamati avranno due mesi di tempo per provvedere, pena il deferimento alla Corte di Giustizia europea.

Cattiva qualità dell’aria come causa di morte prematura

Nel caso del biossido di azoto, la gran parte dell’inquinamento è legata alle emissioni da traffico stradale. Bruxelles ha ricordato che ogni anno circa 400 mila cittadini del Vecchio Continente muoiono per cause legate alle cattiva qualità dell’aria, fra malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio.

Le misure auspicate dalla Commissione UE comprendono, fra l’altro, la riduzione dei volumi di traffico stradale, il passaggio a combustibili “puliti” e automobili a trazione elettrica e il miglioramento del comportamento degli automobilisti.

Secondo gli attuali dati, le norme europee sulla qualità dell’aria non sono rispettate in 23 dei 28 Stati membri.

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