Comprare casa: aiuti su mutuo e Iva per progettare il futuro
Comprare casa: aiuti su mutuo e Iva per progettare il futuro
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Comprare casa: aiuti su mutuo e Iva per progettare il futuro

Comprare casa: aiuti su mutuo e Iva per progettare il futuro

Acquistare una casa è un impegno importante. Ecco una panoramica su tutte le agevolazioni fiscali e le detrazioni a disposizione di chi vuole comprare un immobile.

La casa è da sempre stata il bene rifugio per eccellenza per gli italiani. Eppure, complice la crisi economica, le compravendite residenziali sono molto calate negli ultimi anni. Il mercato immobiliare, tuttavia, ultimamente ha iniziato a dare segni di una timida ripresa, sebbene i livelli pre-crisi siano ancora lontanissimi. Il sogno di comprare casa, però, resiste. E non potrebbe essere altrimenti. Per chi ha intenzione di realizzarlo c’è una ricca di serie di agevolazioni e detrazioni fiscali, che si arricchisce periodicamente di nuove proposte. Non sempre, a dire il vero, particolarmente efficaci e convenenti.

Il primo aiuto per chi vuole comprare casa è senza dubbio il mutuo. Negli ultimi tre anni il numero di quelli erogati è nuovamente tornato a salire, ma quello delle compravendite immobiliari continua un po’ ad arrancare.

Se è vero che non siamo più nella situazione del 2013, annus horribilis nel quale si registrò meno della metà delle compravendite di abitazioni che vi furono nel 2006, l’anno in cui invece si toccò il massimo storico; è vero pure che nel 2016 gli acquisti di immobili residenziali sono stati ancora il 39 per cento in meno rispetto a dieci anni prima. E questo, nonostante le condizioni del mercato siano più che favorevoli per chi vuole comprare casa. L’offerta di immobili è molto alta e i prezzi medi per quelli non di nuova costruzione sono previsti in ulteriore calo per il 2017.

Oltre alla congiuntura economica che va a vantaggio degli acquirenti, ci sono anche numerose altre formule per risparmiare sull’acquisto di una casa, che consentono di beneficiare di sconti che variano tra i 190 euro una tantum di detrazione sulla provvigione pagata all’agenzia immobiliare e i 4.800 euro annui per dieci anni di detrazione sull’acquisto di abitazioni in fabbricati ristrutturati da imprese.

La misura di maggior successo continua, però, a essere la tassazione ridotta che si applica all’acquisto della prima casa.

Anzi, i dati più recenti parlano di un trend addirittura in aumento. Nel 2016, infatti, ha inciso sull’80 per cento delle compravendite residenziali. Non sono state altrettanto bene accolte, invece, le formule alternative all’acquisto della piena proprietà dell’immobile.

Il leasing abitativo, che prevede bonus da non sottovalutare – soprattutto per gli under 35 che hanno un reddito al di sotto dei 55mila euro annui – non ha avuto grande fortuna fino ad ora. Anche perché solo sei banche lo propongono e i tassi dei mutui sono attualmente ai mini storici. Così, anche se questa formula consente di detrarre il 19 per cento dei canoni fino a un massimo di 8mila euro annui e il prezzo di riscatto fino a 20mila euro, chi decide di comprare casa tende a orientarsi verso altre soluzioni.

Anche il rent to buy (ossia l’affitto con diritto di riscatto) stenta ad affermarsi. In entrambi i casi a pesare sono anche pregiudizi culturali duri a morire.

In primis l’idea che si debba acquistare la piena proprietà di un’abitazione. Sul rent to buy, inoltre, grava anche la paura dei venditori di non essere garantiti in caso di morosità dell’inquilino, benché una norma recente abbia introdotto la certezza di poter in questi casi ricorrere al procedimento di sfratto. Un altro flop è stata la deduzione del 20 per cento per coloro che comprano case in classe energetica A e B da affittare, che tuttavia prevede un tetto di 300mila euro di valore per l’immobile, penalizzando le grandi città.

Un po’ più ben vista da coloro che hanno deciso di comprare casa è stata la possibilità di detrarre dall’Irpef il 50 per cento dell’IVA pagata al costruttore sulle case di nuova edificazione di classe A e B. Questa possibilità è stata estesa anche al 2017 con il Milleproroghe, su espressa richiesta dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili.

Il vantaggio, in questo caso, è poter riequilibrare la maggiore IVA (4 per cento) che si paga sul prezzo di un immobile acquistato da una ditta, rispetto a quella (al 2 per cento) che si paga nelle compravendite tra privati.

1 Commento su Comprare casa: aiuti su mutuo e Iva per progettare il futuro

  1. Chiunque sia in procinto di acquistare casa dovrebbe informarsi su tutte le detrazioni disponibili in base alla persona. Articolo molto utile e interessante.

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