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Con la crisi boom di vendite giudiziarie al Sud: + 113%

Milano, 9 dic. (askanews) – Con le difficoltà economiche innescate dalla pandemia e aggravate giorno dopo giorno dal prolungarsi della crisi di molte imprese, cresce in modo esponenziale il numero delle famiglie a rischio povertà e costrette a mettere in vendita la propria casa per far fronte ai debiti. La situazione dell esposizione della prima casa è particolarmente grave al Sud, dove si sono registrati aumenti delle procedure esecutive del 113%, e nelle isole dove l’aumento arriva a toccare il 285%.

E il valore degli immobili all’asta scende drasticamente: nel 66% dei casi non supera i 100mila euro e nell 89% dei casi non arriva a 200mila euro. Il risultato è insomma quello di perdere la casa e restare con il debito.

“Con il riavvio delle procedure esecutive dopo la sospensione di un anno ripartono le aste immobiliari – dice Elvira Carpentieri, avvocato e presidente del Centro studi sulla crisi economica delle famiglie italiane, Cscefi – Tantissime famiglie rischiano di perdere la propria abitazione e vivono in un vero e proprio incubo.

E accade anche che una volta messa la casa all’asta rimarranno comunque indebitati. Le soluzioni ci sono e sono diverse, sia che ci si trovi in una fase in cui le rate arretrate sono poche, sia che ci si trovi in una fase di sofferenza del debito sia che ci si trovi in fase di pignoramento. L’importante e attivarsi per una soluzione tempestivamente: rivolgendosi a professionisti esperti in questo settore se ne può uscire”.

Delle difficoltà che sommergono le famiglie indebitate e degli strumenti per fronteggiarle se ne è discusso nel corso di un incontro on line promosso dal Centro studi sulla crisi economica delle famiglie in collaborazione con l’Osservatorio sul debito con banche e finanziarie. “In seguito al Covid mezzo milione di nuclei familiari è diventato vulnerabile non riuscendo a pagare le rate di propri debiti – ha detto Francesco Cacciola, presidente dell Ond, Osservatorio nazionale sul debito con banche e finanziarie – La conseguenza è che si viene segnalati come cattivi pagatori. Questo inibisce l accesso al credito cioè non si può accedere a nuovi finanziamenti, e alimenta la piaga sociale dell’usura criminale”.

Gli strumenti per fermare questa spirale perversa ci sono, ma sono poco conosciuti. “Tra le soluzioni principali c è la possibilità di fare accordi con il creditore – ha per esempio ricordato Cacciola – finalizzati ad abbattere le rate, o facendo un saldo e stralcio riducendo l importo così che il debito possa diventare sostenibile. Quando si contraggono debiti è doveroso onorarli, ma se le condizioni finanziare o familiari cambiano è importante farlo presente alla banca o alla finanziaria per trovare un accordo che possa andar bene ad entrambe le parti”.

Riuscire a trovare accordi che permettano di ricostruire la sostenibilità del debito è fondamentale, fuggendo dalle offerte non legali, e quindi scegliendo con attenzione i professionisti da cui farsi aiutare a nel seguire pratiche e procedure.

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