Concerto 1 Maggio 2017 Taranto: ecco il perché dell'annullamento
Concerto 1 Maggio 2017 Taranto: ecco il perché dell’annullamento
Musica

Concerto 1 Maggio 2017 Taranto: ecco il perché dell’annullamento

Il concerto del Primo Maggio 2017 inizialmente spostato da Taranto a Martano, organizzato dal Movimento No Tap è stato annullato. Ecco perchè.

L’1 Maggio, oltre essere la Festa dei Lavoratori, è la data in cui Roma ospita uno dei più grandi eventi dell’anno: il Concerto del Primo Maggio.

Solitamente, anche Taranto ospita un grande concerto, in “risposta” a quello romano al fine di presentare i cantanti emergenti locali e i nuovi album di chi, invece, è già affermato.

Quest’anno, però, le cose sono andate diversamente: un concerto alternativo era stato organizzato dal Movimento No Tap nella città di Martano ma nelle ultime ore gli organizzatori hanno comunicato agli utenti di Facebook e su altri social che il concerto non si farà.

Gli artisti (locali e non) che avrebbero dovuto partecipare sono: Sud Sound System, Mannarino, Assalti Frontali, Boom Da Bash, Don Pasta, la Bandabardò, i 99 Posse, Officina Zoè e Grecanico Salentino.

Cos’è il Movimento No Tap e perchè il concerto è stato annullato

Il Movimento ha sede a San Foca, in Puglia, e si è formato dopo la volontà dei governi di Albania, Grecia e Italia di costruire un gasdotto (il Trans-Adriatic Pipeline) lungo 870 km che passi nel sottosuolo dei Paesi nominati permettendo l‘afflusso di gas naturale proveniente dal Mar Caspio e diretto in Albania e Europa.
Il motivo per cui la popolazione della cittadina è insorta contro la sua costruzione sta nel fatto che il gasdotto andrà a danneggiare fortemente il territorio, provocando grossi danni all’ambiente e alle industrie che vi lavorano.

Il concerto serviva per far luce sull’argomento non molto trattato dai media e di conseguenza poco conosciuto, denunciando inoltre la cattiva gestione e poca trasparenza negli accordi tra le parti coinvolte.

Il motivo per cui il concerto è stato annullato si può leggere in un lungo post sulla pagina Facebook dell’evento nel quale gli oranizzatori parlano di una manifestazione diventata “insostenibile politicamente“. Continuano spiegando che, nonostante i tanti fondi raccolti tramite crowdfunding (verranno tutti restituiti) dalla cittadinanza e dagli italiani per la buona riuscita del concerto, questi non sono sufficienti a coprire tutte le spese.
Infine, ringraziano il Comune di Martano per aver abbracciato il progetto di protesta fin dall’inizio e gli artisti che avevano abbandonato altri progetti per poter partecipare.

Seguiranno aggiornamenti in caso di novità sull’argomento.

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