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Naufragio Costa Concordia, ammesso il ricorso di Schettino

La Corte Suprema di Strasburgo ammette il ricorso presentato da Schettino per presunte violazioni nei processi di Grosseto e Firenze.

schettino

E’ stato ammesso il ricorso presentato dall’ex comandante Francesco Schettino alla Corte Suprema di Strasburgo. Saverio Senese e Pasquale De Sena, i legali dell’imputato, lo avevano presentato per presunte violazioni dei diritti nel corso dei tre gradi di giudizio italiani.

Ammesso il ricorso di Francesco Schettino

Il ricorso chiamato “Schettino contro Italia” è siglato nel protocollo con il numero 5107 e verrà esaminato dai giudici di Strasburgo il prima possibile sulla base dei documenti acquisiti, avendo superato il primo filtro di ammissibilità. Le presunte violazioni a cui gli avvocati dell’ex comandante hanno fatto riferimento riguardano sia il processo al tribunale di Grosseto sia quello alla Corte d’Appello di Firenze.

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La Cassazione ha confermato la condanna di Schettino a 16 anni e un mese di reclusione per il naufragio della nave da crociera Costa Concordia. Il comandante è tuttora detenuto al complesso penitenziario di Rebibbia a Roma.

La condanna di Schettino

La sentenza definita della Cassazione arrivò nel maggio 2016. Francesco Schettino era accusato, e lo è tuttora, di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio colposo, abbandono di nave, abbandono di incapaci e omessa comunicazione all’autorità marittima. Già allora i legali di Schettino avevano annunciato che avrebbero valutato la possibilità di fare appello alla Corte Suprema di Strasburgo. In occasione della sentenza, i giudici si espressero definendo quelle di Schettino come “inaudite negligenze” che lo indussero a non occuparsi della salvezza dei passeggeri e dell’equipaggio.

Inoltre ritardò le operazioni di soccorso e non inviò l’allarme della falla, dopo l’urto con gli scogli, disonorando la sua professione. Per questi motivi, l’ex comandante della Concordia venne dichiarato colpevole.

La nave Costa Concordia è naufragata il 13 gennaio 2012 davanti al porto dell’Isola del Giglio. L’incidente provocò 32 morti. Schettino riconobbe di essere il responsabile, ma non colpevole, perché anch’egli sulla Concordia.

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