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Concordia: l’ufficiale della guardia costiera De Falco e la sua verità sul caso Schettino

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Per quanto riguarda la tragedia della Costa Concordia, a parlare è l'ufficiale della guardia costiera De Falco, il quale racconta la sua verità su Schettino.

In merito alla tragedia della Costa Concordia, parla ora l’ufficiale della Guardia costiera, ovvero Gregorio De Falco, il quale ricostruisce la dinamica di quella notte terribile. Parlando di Schettino, lo stesso De Falco dice “Se avesse collaborato appieno non ci sarebbero stati 32 morti”.

In merito alla sentenza che ha condannato Schettino a 16 anni di carcere, lo stesso De Falco spera che “possa imparare dai suoi errori e speriamo che rifletta bene”. Durante il naufragio della Costa Concordia, avvenuto al largo dell’Isola del Giglio, lo stesso De Falco provò a coordinare i soccorsi cercando di salvare più persone possibile. I due si sono incontrati per la prima volta nell’aula del tribunale di Grosseto dove Schettino è stato condannato per la tragedia della Concordia.

La verità di De Falco su Schettino

Al giornale Il Mattino, De Falco racconta quegli attimi. “Sarebbe bastato che mi avesse dato ascolto e ora non sarebbe rinchiuso in una cella”, afferma il capitano passato alla storia per la famosa telefonata con Schettino e quel suo “salga a bordo”. “Non immagino cosa ha provato quando la Cassazione ha pronunciato la sentenza definitiva.”

De Falco afferma anche di non aver mai visto pentito Schettino per quanto successo.

“Quello che so è che durante i processi non si è mai visto un uomo che si è sentito terribilmente in difetto per i suoi comportamenti. Speriamo che ora rifletta, che sappia far prevalere la ragione rispetto a una difesa ad oltranza delle sue scelte sbagliateIo quella sera coordinavo i soccorsi e non ho avuto nessuna collaborazione dall’uomo, il comandante, che prima e meglio di tutti è tenuto a fornire notizie esatte se Schettino avesse collaborato appieno non ci sarebbero stati 32 morti.

E che se tutti, a partire dal comandante, avessero rispettato le procedure, anche in una situazione drammatica come quella, forse non ci sarebbe stata nessuna vittima”.

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Simona Bernini

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