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Concorsi pubblici per categorie protette: come funzionano
Economia

Concorsi pubblici per categorie protette: come funzionano

categorie protette

“Categorie protette”, cosa sono e perché vengono menzionate ogni qualvolta si parla di agevolazioni statali, leggi sul lavoro e concorsi pubblici?

Le categorie protette sono quella fascia di cittadini italiani che a causa di disabilità, vedovanza o perché orfani, vivono in una condizione particolare che lo Stato si fa carico di proteggere. Tra le agevolazioni vi è anche quella che riguarda i concorsi pubblici, ove a questa categoria viene data priorità, rispetto ad altri concorrenti.

Vediamo quindi come funzionano i concorsi per le categorie protette, approfondendo le leggi che regolano la materia e facendo luce sui vantaggi di cui questi individui possono trarre beneficio.

Categorie protette: norme legislative

A garanzia delle categorie protette vige la Legge 68/1999 che si riferisce in modo particolare alle disabilità che viene calcolata in punti percentuale a seconda degli organi interessati; vi rientrano i disabili civili, i disabili di guerra e di servizio. Per vedovi/e e orfani bisogna far riferimento al DPR 33/2000che protegge i superstiti di chi è deceduto per causa di servizio o a causa di criminalità organizzata e terrorismo.

Categorie protette: come funziona

Le categorie protette si avvalgono di una lista la cui iscrizione è possibile a partire dal 15° anno di eta, con le condizioni summenzionate.

Se tutti i requisiti sono soddisfatti, l’iscrizione si può effettuare presso i locali Uffici del Lavoro.

Concorsi pubblici per categorie protette

Le Pubbliche Amministrazioni si avvalgono di concorsi pubblici per le assunzioni di personale; ma per quanto riguarda la fascia delle categorie protette, vi sono eccezioni stabilite dal D.lgs 165/2001, dove viene legiferato che le PA devono chiamare al lavoro appartenenti alla suddetta classe per ordine numerico delle liste di Ufficio del Lavoro previo accertamento della capacità di svolgimento. Oltre alla chiamata cosiddetta numerica, esiste anche la chiamata nominativa: vale a dire una determinata persona identificata per requisiti viene chiamata per ricoprire quel dato posto di lavoro; inoltre la legge stabilisce anche le percentuali di assunzioni che Pa e aziende private devono dedicare alle fasce protette. Non è raro il caso di leggere, anche tra le righe dei bandi di concorsi pubblici che di X numero di posti disponibili un tal numero è destinato alle categorie protette. I numeri sono abbastanza elevati se si pensa che il 7% del corpo lavorativo di una Pubblica Amministrazione deve essere riservata a tali categorie e che l’1% per i superstiti di vittime sul servizio o che sono profughi rimpatriati.

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