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Concorsi pubblici: vincitore già designato a priori, prof nei guai

La commissione d'esame per il concorso pubblico per il posto di professore ordinario al dipartimento di Economia e Management, è al centro di un'inchiesta per concorsi pubblici dirottati.

concorsi pubblici

L’ateneo di Pisa è finita al centro di un’inchiesta inerente un concorso per un posto di professore ordinario al dipartimento di Economia e Management. Secondo la procura di Pisa, la commissione d’esame aveva già deciso il nome del vincitore a priori. Obiettivo dell’indagine è quello di verificare l’esistenza di un sistema di potere baronale che influisce sui concorsi pubblici.

Il caso dei concorsi pubblici a Pisa: indaga la Procura di Pisa

Nell’università di Pisa ormai il caso sul concorso pubblico “dirottato” è sulla bocca di tutti. Alcuni lo hanno già definito “bando fotografia”, ovvero un concorso, irregolare, realizzato ad hoc su una persona. In questo caso la persona è il vincitore che sarebbe già stato scelto dalla commissione d’esame, per il concorso per un posto di professore ordinario al dipartimento di Economia e Management.

A conferma della tesi dei magistrati, ci sarebbe una registrazione nella quale il presidente di una delle commissioni esaminatrici (un professore universitario) ammetterebbe le irregolarità del concorso.

Oltre alla registrazione, ci sarebbe anche una serie di documenti che incastrerebbe la commissione.

In merito al caso, c’è anche un ricorso al Tar e l’avvio di indagini della commissione etica dell’università, una della più valide in europa e dove studiano oltre 50 mila studenti. La denuncia è stata firmata da Giulia Romano, tra le migliori ricercatrici del dipartimento di Economia e Management, contro i membri della commissione d’esame: il presidente Luciano Marchi, Silvio Bianchi Martini, membro della commissione e direttore del dipartimento di Economia e management, e l’ex rettore Massimo Augello.

Il contenuto delle registrazioni

Le registrazioni sarebbero avvenute tra il professor Marchi e Andrea Guerrini, marito della ricercatrice. Marchi ammetterebbe che il profilo del concorso era stato appositamente studiato per il vincitore che era già stato designato “perché rientrava negli accordi“.

Sempre nella registrazione si sentirebbe Marchi dire che basta un semplice “litigio con chi conta” per essere tagliato fuori.

Marchi sostiene inoltre che per far carriera all’interno dell’università “è importante recuperare il rapporto”, e soprattutto “chi osa opporsi e fare ricorso corre il rischio di rimanere ricercatrice a vita perché nessuno mai più l’avrebbe appoggiata, in quanto sarebbe come dare un premio a chi ha remato contro”. Perché “il rischio è quello dell’isolamento… in queste vicende una ha ragione, però appare come quella che rompe i c… e in questo caso tutto l’ateneo è coalizzato perché tu vai a rompere una logica”.


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