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CONDANNATO PER AVER SCACCIATO I GATTI DELLA SORELLA DEFUNTA, la LAV sorride

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Abbandono di animali. Questo il verdetto del Tribunale di Roma per un uomo che, dopo la morte della sorella, ha scacciato i gatti rimasti senza proprietaria dal giardinetto confinante alla sua abitazione.

La congiunta era stata socia attivista della Lav (Lega Antivivisezione animali) già dagli anni ’90, ed è stata proprio la Onlus a denunciare l’accaduto portando avanti la propria missione, ossia la promozione e il riconoscimento del rispetto dei diritti degli animali, nella loro generalità, attraverso un dialogo costante con le Istituzioni e campagne di sensibilizzazione e informazione per orientare consumi più responsabili che non ledano la biodiversità e la salute degli animali.

La responsabilità per non aver prestato la dovuta assistenza ai mici e il non aver neppure tentato di trovare loro una sistemazione alternativa adeguata, è costata all’uomo una multa di 800 euro, evitando la condanna ad un anno di reclusione prevista dalla normativa per gli abbandoni. Grazie all’intervento dell’ufficio legale della Lav, diretto dal magistrato dott.Maurizio Santoloci e affiancato dalla dott.ssa Carla Campanaro oltre a tutta una rete di avvocati, plaude alla decisione del Tribunale perchè è un altro passo importante per formare una nuova cultura ed educazione animale in Italia.

Il presidente della Lav, Gianluca Felicetti, anche nella puntata di Matrix dello scorso 11 Gennaio insieme al ministro Brambilla, ha ribadito come l’impegno e la costanza di oltre 30 anni di lotte animaliste sia non solo necessario, ma un vero e proprio dovere morale.

Dire NO all’indegna sperimentazione animale che nei laboratori italiani costa, tra atroci sofferenze, 30 mila vite l’anno ( si presume che i dati siano comunque sottostimati dal Ministero della Salute in quanto la fonte è l’autocertificazione volontaria degli istituti farmaceutici e clinici), per testare vaccini, medicinali, o allergeni di creme e cosmetici.
Dire NO alle pellicce perchè, come testimoniato per la prima volta nel 1992 dalle telecamere della Lav, indossare cadaveri non è e non sarà mai di moda.
Dire NO alla caccia alle foche, bandendo tutti gli scambi commerciali di prodotti derivati da questi animali nel territorio dell’Unione Europea (approvazione storica del Parlamento Europeo del 5 Maggio 2009).

Dire NO ai maltrattamenti e agli abbandoni con un inasprimento delle pene, rafforzate dalla legge del 2004.
Dire NO al traffico illecito di cuccioli provenienti dall’Est Europa e tenuti in canili lager prima di morire dopo pochi mesi.
Dire NO agli allevamenti intensivi (dal 2012 saranno vietate le batterie di polli) e al trasporto degli animali in condizioni deplorevoli verso i macelli, dire NO ai circhi che sfruttano gli animali e alle zoomafie e alla caccia (800 mila i cacciatori attuali in Italia).

Le battaglie, le azioni, le proposte, gli eventi di formazione e di sensibilizzazione delle associazioni animaliste sono in continuo aggiornamento grazie a migliaia di volontari, di soci, di attivisti e di sostenitori economici. Unirsi a loro non è paragonabile alla classica goccia nell’oceano, perchè mille passi cominciano sempre da uno.

Gandhi diceva che “la civiltà di una nazione si misura nel modo in cui tratta i suoi animali”. Niente di più vero, perchè gli animali hanno diritti acquisiti alla nascita,prima fra tutti il diritto alla vita, e non solo dopo che entrano nelle nostre case.


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