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Condividere il QR Code del Green Pass sui social è pericoloso: l’allarme del Garante della Privacy

Condividere il QR Code del Green Pass sui social è pericoloso: l’allarme in video di Guido Scorza, dell'Autorità a garanzia dei dati personali

Il QR Code del Green Pass non va condiviso sui social

Meglio non condividere il QR Code del Green Pass sui social, farlo è pericoloso e a lanciare l’allarme è il Garante della Privacy. Il Green Pass viaggia soprattutto nei telefonini e molti QR Code rilasciati dal servizio sanitario stanno facendo la loro comparsa, a mo’ di totem quasi liberatorio, sui profili social di molti cittadini italiani.

Non va fatto e a spiegare perché e quali rischi si corrono nei meandri permeabili del web è un’autorità indiscussa in materia: Guido Scorza, componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ha realizzato anche un video di alert proprio sul tema. 

QR Code del Green Pass sui social: pericoloso per la privacy, parola di Scorza

Le info del QR Code non sono visibili ad occhio nudo ma sono “scannerizzabili” benissimo da parte di chi, con conoscenze medie della procedura, volesse curiosare nei dati personali degli utenti.

Il Quick Response Code non è infatti un ghirigoro vuoto, ma è una vera banca dati dell’utente che vive sotto scacco perenne della possibilità che un qualsiasi altro utente possa attivare la funzione scan dello smartphone o di altri dispositivi e sbirciare, quando non carpire, dati sensibili. 

QR Code del Green Pass sui social, via la privacy con un semplice scanner

Bastano un po’ di ingegno e il proposito criminale di farlo per utilizzare una qualunque app reperibile nel web e accedere al fascicolo sanitario dell’ignaro “postatore”.

Quali info? Ad esempio “chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid-19 e quando, se abbiamo fatto un tampone e con quale esito”. E Scorza avverte che invece “nell’utilizzo conforme alle norme che tutelano la privacy degli utenti, quando il codice QR Code del Green Pass viene scansionato dai soggetti autorizzati attraverso l’apposita app del Governo, essi verificano solamente se si possiede un valido pass”. 

QR Code del Green Pass sui social pericoloso per la privacy: cosa potrebbe accadere

Insomma, chi è autorizzato a null’altro accede se non ai dati utili per la finalità specifica, mentre chi non lo è può carpire tutto il pacchetto di informazioni a farne uso illecito e pericoloso. Un esempio? Alimentare il giro dei falsi pass vaccinali e diventare grimaldello per viaggi all’estero di chi non è autorizzato a farli. Con questi presupposti e perfino senza concentrarsi sulla assoluta inutilità estetica di postare un QR Code su un social, sarà facile capire che certe tentazioni è meglio reprimerle.

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