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Conoscere l’uomo della propria vita al supermercato
Lifestyle

Conoscere l’uomo della propria vita al supermercato

Una volta ho sentito dire in radio che uno dei luoghi in cui si “rimorchia” di più è il supermercato. Non ci credevo affatto finché una mia amica non mi ha raccontato di aver conosciuto il suo attuale fidanzato al supermercato. Era uscita da lavoro e con aria stanca si era diretta al supermercato vicino casa per rimediare qualcosa per la cena ma mentre prendeva svogliatamente cibi precotti solo da riscaldare, si era ricordata che le serviva qualcosa per la colazione. Iniziò ad aggirarsi tra le file degli scaffali con aria smarrita cercando indicazioni sui relativi reparti con gli occhi puntati in alto, come in un videogame, e intanto ruotava su se stessa cercando risposte e conferme persino dagli stessi prodotti perfettamente allineati che la guardavano con aria rigida, classista e austera. Finalmente andò a finire tra gli scaffali giusti, quelli che mettevano in bella mostra crostate e biscotti. Era nel reparto colazione, aveva tutto davanti a sé ma non aveva le idee chiare.

Sostava davanti ad una scatola di cereali e guardava il prezzo e intanto cercava di fare un calcolo su qualità-prezzo, quando ad un certo punto si sentì toccare la spalla. Si voltò ancora con gli occhi rivolti verso il basso, verso la scatola di cereali, e solo dopo pochi attimi alzò lo sguardo verso di lui che l’aspettava. Chiara divampò inopinatamente; forse si aspettava di trovare un’anziana minuta che le chiedesse di prenderle una confettura perché la sua altezza non glielo consentiva e non lui, bello e sorridente! Si trattava di un ragazzo, alto e possente, dagli occhi vispi e sorridenti. Le chiese un consiglio su un prodotto da acquistare; peccato però che le parlava in lingua madre: in inglese. Chiara dovette racimolare dalla sua memoria un po’ di idee, un po’ di espressioni in inglese imparate a scuola e riprese all’università per potergli rispondere in maniera accurata. Intanto il ragazzo la guardava con un’aria divertita, la trovava simpatica, solare, disponibile.

La scatola di cereali rappresentò l’input di una piacevole conversazione che durò pressappoco trenta minuti. Si era fatto tardi per entrambi, arrivò il momento di salutarsi, ma nessuno dei due sapeva come si chiamasse l’altro. Il ragazzo non poteva registrare il suo numero nella rubrica del telefonino perché era scarico allora fu costretto a segnarlo sulla scatola di cereali. Il giorno dopo la chiamò, si videro, e poi la chiamò ancora, uscirono assieme per diverse sere, finché non iniziarono a condividere più momenti assieme, e tra questi anche il momento della colazione. Adesso convivono, quindi condividono più di un pasto alla giornata, e ogni cosa la fanno con amore.

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