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Conseguenze Brexit, sfida in mare intorno all’isola di Jersey

Roma, 6 mag. (askanews) – Conseguenze della Brexit: anche sulle isole del Canale, prosperosi paradisi fiscali britannici nella Manica, più vicine alla Normandia che alla costa inglese. Questi sono battelli da pesca francesi, una cinquantina intorno all’isola di Jersey e al porto della capitale Saint Helier. Protestano per le condizioni della pesca post Brexit.

E il governo di Londra ha pensato bene di inviare sul luogo due navi da guerra, tanto per distendere l’atmosfera.

Nocciolo della questione, il diritto d’accesso post Brexit dei battelli francesi alle acque delle isole del Canale. La Gran Bretagna ha pubblicato una lista di sole 41 navi autorizzate su un totale di 344 richieste, lista accompagnata da restrizioni sulle modalità di pesca, imposte unilateralmente.

Spiega Ludovic Lazaro, pescatore francese: “Veniamo perché abbiamo sempre pescato in queste acque, e ora ci tolgono il diritto di pesca. Volevamo un accordo per lavorare insieme come sempre: loro vengono e ci portano le loro merci, noi peschiamo in queste acque, tutti ci guadagnano”.

E intanto la Francia minaccia neanche tanto velatamente di tagliare le forniture elettrice alle Isole del Canale, che appunto sono alimentate dal territorio francese via cavi sottomarini.

Il 4 maggio, la ministra del Mare della Francia, Annick Girardin in parlamento: “L’Europa e la Francia hanno mezzi di ritorsione, è scritto nell’accordo. Per quanto riguarda Jersey, ricordo per esempio il trasporto di elettricità con cavi sottomarini. Quindi abbiamo dei mezzi e anche se mi dispiace, lo faremo se necessario”.

I pescherecci francesi vengono dalla Bretagna e dalla Normandia, e secondo i francesi, sono stati raggiunti anche da alcuni colleghi in provenienza dalla stessa isola di Jersey.

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