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Consip: a Roma Carabinieri e Guardia di Finanza negli uffici

Consip: a Roma Carabinieri e Guardia di Finanza negli uffici

Continuano le indagini sul caso Consip. Le procure di Roma e di Napoli si scontrano: richiesto l'intervento del Consiglio superiore della magistratura

I carabinieri di Roma insieme alla Guardia di Finanza di Napoli hanno acquisito atti relativi ad appalti negli uffici della Consip.

L’atto istruttorio è stato disposto dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi della Procura di Roma. L’acquisizione di documenti è legato al mega appalto Fm4 da 2,7 miliardi di euro.

Il dirigente della Consip Marco Gasparri è stato sentito dalla Procura di Roma riguardo all’indagine che ha portato all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo. Parlando sia con i magistrati romani sia con quelli di Napoli, Gasparri ha affermato di avere ricevuto, nell’arco di tre anni, circa 100 mila euro da parte di Romeo per ottenere informazioni relative agli appalti banditi dalla Consip.

Il consigliere di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha chiesto al Consiglio superiore della magistratura (Csm) di aprire un’inchiesta sullo scontro tra le procure di Napoli e Roma. Lo scopo è “verificare se l’operato di taluno dei titolari dell’inchiesta Consip possa incidere negativamente sull’immagine di imparzialità ed indipendenza del magistrato, determinando una incompatibilità ambientale e/o funzionale”

“La stampa odierna parla apertamente ormai di duello tra i Pm di Roma e Napoli“- afferma Zanettin – ricordando che mentre la procura di Roma ha accusato di falso ideologico il capitano del Noe Giampaolo Scafato “per aver alterato l‘intercettazione contro Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, ed aver accreditato la possibilità che i servizi segreti stessero ‘spiando’ l’inchiesta”, la Procura di Napoli “ha ribadito ‘piena fiducia nell’operato del Noe’ e confermato la delega per il filone investigativo che coinvolge Romeo in Campania”.

Renzi: ‘Sono un uomo delle istituzioni’

Sulla vicenda Consip, interviene anche l’ex premier Matteo Renzi a “Otto e mezzo” : “Se c’è stata una falsificazione di prove è una cosa grave ma non vivo di complotti. Era qualcuno di prima che faceva polemiche contro magistrati, io sono un uomo delle istituzioni, non ho mai proferito una parola contro i magistrati, lo riterrei infamante e non metterei in discussione la fedeltà dei Corpi della stato”.

Il padre dell’ex premier Tiziano Renzi si riserva di dire “Chi ha sbagliato deve pagare”, dopo che il capitano del Noe è stato indagato per falso ideologico. Renzi padre è indagato nel caso Consip per traffico di influenze e continua a ribadire che sarebbe sbagliato considerare l’intera vicenda come “un fatto personale”.