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Consulenti: 'Sempre più difficile trovare medici, farmacisti e biologi'

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Bologna, 22 giu. (Labitalia) – Tra i profili divenuti sempre più difficili da trovare sul mercato del lavoro spiccano i farmacisti, i biologi e gli specialisti nelle scienze della vita e i medici: per entrambi questi gruppi professionali, considerati irreperibili rispettivamente dal 76,1% e 63,2% delle aziende, il tasso di carenza sul mercato è cresciuto di quasi 50 punti percentuali rispetto al 2019.

E' uno degli aspetti che emergono dalla ricerca 'Il lavoro che c'è, i lavoratori che non ci sono' realizzata dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro e anticipata oggi a Bologna in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival del lavoro 2022, in programma nel capoluogo emiliano da domani e fino al 25 giugno.

A seguire, i tecnici della sanità e dei servizi sociali vedono crescere significativamente la concorrenzialità sul mercato: il 54,6% dei profili risulta irreperibile, ma nel 2019 la percentuale si attestava al 32,4%.

I tecnici in campo informatico, ingegneristico, e delle produzioni, sono tra le professionalità più difficili da recuperare sul mercato (56,6%), ma in questo caso l’incremento è stato più contenuto.

Anche tra gli operai specializzati e conduttori di impianti, si registra una crescente difficoltà delle aziende, soprattutto nell’edilizia (il tasso di irreperibilità passa dal 29,1% al 49,9%), per gli operai metalmeccanici, chimici e conduttori di mezzi di trasporto: qui la crescita è stata dal 34,3% al 50,8%.

Ma mancano sempre più all’appello anche i lavoratori per quelle professioni che non richiedono particolari titoli ed expertise: è sempre più difficile, rispetto al giugno 2019, trovare personale generico nelle costruzioni (dal 6,2% al 30,7%) e nelle attività commerciali e di servizio (dal 5% al 24,5%).

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