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Consultazioni al Governo: ascolto e tempi lunghi

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La settimana delle consultazioni è iniziata; Mattarella svolgerà un ruolo chiave

Mercoledì 4 Aprile e giovedì 5 Aprile, i capigruppo e i leader dei partiti politici Italiani saranno ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le consultazioni

Un ipotetico accordo tra le forze politiche, in campo dopo le elezioni del 4 Marzo, sembra molto lontano: in questa condizione di incertezza potrebbero servire più di un paio di colloqui.

All’orizzonte non sembrano esserci novità e sorprese; la maggioranza, necessaria per sostenere il nuovo Governo del Paese, sarà quindi difficile da raggiungere.

Il ruolo chiave in queste consultazioni è svolto da Sergio Mattarella che mercoledì 4 Aprile, alle 10.30, aprirà le porte del Quirinale, precisamente nello studio alla Vetrata, per accogliere i leader politici. Le virtù che utilizzerà il Presidente della Repubblica saranno la calma e l’ascolto, caratteristiche che contraddistinguono da sempre la più alta carica dello Stato.

Il fatto nuovo sarà la presenza alle consultazioni del leader della lega Matteo Salvini: questa volta sarà la prima in assoluta per il segretario del carroccio, le volte precedenti 2014 e 2015, aveva scelto di non partecipare volontariamente. Per Forza Italia il rappresentante sarà il veterano dei palazzi, Silvio Berlusconi, per il Partito Democratico il rappresentante sarà il segretario reggente, Maurizio Martina. I primi a presentarsi al Quirinale, nella giornata di mercoledì 4 Aprile, saranno i presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico, seguiti dal Presidente emerito Giorgio Napolitano.

Tempi lunghi

Nella scorsa legislatura, quando nacque il Governo guidato dal leader Matteo Renzi, l’iter delle consultazioni fu rapido, in una settimana si svolse il passaggio di Governo. La difficoltà di questo confronto è: le forze che hanno ottenuto il maggior numero di voti alle ultime elezioni, sono molto distanti, su temi e idee chiave dei loro programmi. Mattarella quindi ha deciso di lasciare il tempo necessario alle forze politiche di confrontarsi e discutere perché il presidente vuole raggiungere un accordo che permetta di creare un governo stabile e duraturo; per questo motivo egli lascerà ai partiti ancora qualche giorno se, dopo la prima consultazione, non si arrivasse a una soluzione.

Poco probabile è che il Presidente della Repubblica indicherà il nome di una personalità precisa, o di una persona estranea all’establishment politico, come successe nel caso di Mario Monti; Mattarella infatti non ama il “il Governo del Presidente”, per questo ragione, almeno per le prime settimane continuerà a incarnare la figura del mediatore, solo in seguito, se si verificassero numerosi fallimenti, si esprimerà. Mattarella vuole che l’iniziativa per trovare l’intesa sulla creazione del nuovo Governo venga dai partiti, che in questo modo si assumerebbero le loro responsabilità.

Le parole chiave dei prossimi giorni saranno quindi ascolto e calma, riflessione e confronto, sperando che queste nobili virtù portino alla formazione di un nuovo Governo

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