Consultazioni al Quirinale: centrodestra unito?
Consultazioni al Quirinale: centrodestra unito?
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Consultazioni al Quirinale: centrodestra unito?

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I leader del centrodestra si presentano insieme ma una battuta di Berlusconi riapre le tensioni con il M5S.

Nella giornata di giovedì 12 aprile è iniziato il nuovo giro di consultazioni al Quirinale in vista della formazione di un nuovo esecutivo. Venerdì 13 aprile i Presidenti di Camera e Senato saranno ricevuti al Colle dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel primo pomeriggio, c’è stata una riunione dei vertici di Forza Italia a Palazzo Grazioli. In seguito Maria Stella Gelmini, capogruppo FI alla Camera, ha dichiarato: “Parteciperemo a un governo solo se ci sarà una dichiarazione esplicita e chiara dal parte del Movimento 5 stelle e che ci sia pari dignità tra tutte le componenti del centrodestra. Senza questa condizione la trattativa non potrà neanche iniziare”. Pronta la replica dei pentastellati, tramite i capigruppo Grillo e Toninelli: “Ribadiamo: mai un governo con Berlusconi e FI. Forza Italia potrebbe risolvere l’impasse facendosi di lato e consentendo così un governo M5S- Lega”. I veti, da entrambe le parti, continuano.

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Il centrodestra

La delegazione del centrodestra si presenta unita, come era già stato annunciato da una nota di domenica scorsa.

Terminati i colloqui con il Presidente Mattarella, Matteo Salvini, “il nostro leader” dice davanti alla stampa Silvio Berlusconi, ha letto un comunicato congiunto. Nella note è ribadita “l’urgenza di una serie di provvedimenti che il centrodestra aveva posto con forza durante la campagna elettorale. Tra i principali temi ricordiamo: la riduzione delle tasse, il lavoro per i giovani, la riforma delle pensioni, la lotta alla povertà, il sostegno alle popolazioni terremotate, il contrasto alla criminalità, la ferma opposizione all’immigrazione clandestina, la riforma della giustizia e della burocrazia”. Il Segretario della Lega Nord auspica perciò la nascita di un governo stabile, che includa tutte le forze del centrodestra, “di alto profilo e di lunga durata, guidato da una personalità scelta dalla Lega” e aggiunge: “Ci aspettiamo senso di responsabilità da parte degli altri partiti, in primo luogo dai 5 Stelle” e critica “i veti, le pregiudiziali e i tatticismi”. Berlusconi, nonostante il pubblico riconoscimento rivolto al Segretario della Lega, non rinuncia al ruolo da protagonista e rivolge una battuta ai giornalisti che ha un chiaro valore politico: “Mi raccomando, sappiate distinguere chi è un democratico e chi invece non conosce l’abc della democrazia”. Per quanto Salvini si sia mantenuto possibilista verso i 5 Stelle, la frase di Berlusconi- che non è piaciuta neanche agli alleati- chiude ancora la porta al Movimento, almeno all’apparenza. Intervistato da Bruno Vespa per la trasmissione Porta a porta, Giancarlo Giorgetti, capogruppo leghista alla camera e vicesegretario del Carroccio, conferma di aver trovato la battuta di Berlusconi “poco felice e inopportuna. Ha dato l’occasione a Di Maio di respingere in blocco l’offerta del centrodestra”. Giorgetti inoltre smentisce la voce, circolata in queste ore, di poter essere il probabile premier incarito proposto dalla coalizione. Il vicesegretario della Lega ha aggiunto che, vista anche la tesa situazione internazionale, il Presidente Mattarella, durante le consultazioni, ha auspicato che l’impasse sia risolta in tempi celeri.

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Il Movimento 5 Stelle

“Non comprendo-ha dichiarato Luigi Di Maio dopo il colloquio con il Presidente Mattarella- come Salvini e la Lega, di fronte alla possibilità di fare un governo di cambiamento, si ostinino a propinare ancora questa coalizione, tra l’altro tutt’ora divisa”. Il leader dei Movimento 5 Stelle ha sottolineato inoltre che la “battutaccia” di Berlusconi nei sui confronti sia in realtà un’apertura al Partito Democratico, con cui Salvini invece ha escluso categoricamente ogni ipotesi di alleanza. E ha aggiunto: “Noi vediamo solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi. Dovrebbe mettersi di lato e consentire la partenza di un governo di cambiamento. Altrimenti, se ci ostina sullo schema del centrodestra, l’unica risposta è che non riteniamo possibile un governo M5S con Forza Italia”.

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Il partito democratico

Il Segretario pro tempore del Partito Democratico Maurizio Martina è stato particolarmente duro nei confronti della coalizione di centrodestra e del Movimento 5 Stelle. Ai primi chiede di non aspettare le elezioni in Molise e in Friuli per regolare i propri conti interni. Al secondo, rimprovera “il balletto di polemiche che nascondono però solide intese”. “Si spartiscono tutti gli incarichi parlamentari- aggiunge Martina- non lasciando spazio a una nostra corresponsabilità, il che è inaccettabile”. “Il paese ha bisogno di scelte chiare– continua il Segretario Pd-, le forze che hanno prevalso il 4 marzo hanno il dovere di dire agli italiani che cosa intendono fare”. Il Segretario sottolinea che il Pd continuerà “a esercitare un ruolo di minoranza in Parlamento”. Non viene citato il termine “opposizione”, ma Martina ribadisce che “noi saremo responsabili e rispettosi delle indicazioni del Presidente Mattarella”: non viene chiarita quindi se vi sia qualche disponibilità del Pd a partecipare a un esecutivo di larghe intese.

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