Conte contro Buffon, sfuriata e insulti - Notizie.it
Conte contro Buffon, sfuriata e insulti
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Conte contro Buffon, sfuriata e insulti

Fra Antonio Conte e Gigi Buffon ci sarebbe stato, sul finire della passata stagione, più che qualche piccolo screzio. Nulla che non sia stato, ad oggi, superato, ma comunque almeno un episodio che spiega meglio l’addio dell’ex allenatore della Juventus, alla fine della stagione 2014.

A raccontarlo è stata la scorsa settimana la Gazzetta dello Sport, ripresa poi dal giornale on line Blitz Quotidiano, che ha citato un brano del libro “Il Metodo Conte”, scritto dal giornalista sportivo di Sky Alessandro Alciato.

Lo stralcio del dialogo riportato fra l’allora allenatore e il portiere, anche attuale, della Juventus, è molto chiaro:

Buffon: “Mister, scusi un istante, il direttore (Marotta, n.d.r.) vuole fare chiarezza sulla questione dei premi da pagare alla squadra, dopo la vittoria dello scudetto”.

Conte: “Mi avete rotto! Rotto, capito? E adesso andate tutti fuori dalle palle. Fuori, non voglio più vedervi. Fuori, ho detto!”.

Buffon: “Ma, mister…”.

Conte: “Zitto Gigi, da quella bocca non deve più uscire una parola.

Non me lo far ripetere. Proprio da te non me lo sarei mai aspettato. I premi… Ma pensa te, ’sti stronzi. Gigi, tu sei il capitano. E non capisci niente di niente, anzi diciamolo proprio, tu non capisci un cazzo. Sei una delusione, una sconfitta appena apri la bocca. Tu come tutti questi altri deficienti”.

Una sfuriata in pieno stile Conte, ma che dimostra come la realtà degli spogliatoi e dei centri sportivi sia ben diversa e molto più dura di quella che a volte arriva sugli schermi televisivi. Fra Conte e la squadra non sono sempre state rose e fiori, perché Conte è un tecnico duro, esigente e intransigente, e l’episodio raccontato da Alessandro Alciato lo conferma. Sempre in “Il Metodo Conte” si trova poi la contestualizzazione dell’episodio, raccontata da Stefano Salandin su Tuttosport: “17 maggio 2014, metà mattina, centro sportivo di Vinovo. (…) I giocatori, già campioni d’Italia nonostante la Serie A dovesse ancora finire.

(…) L’allenatore, così così. Contento ma non troppo tranquillo: lui voleva di più. La prima riga della classifica del campionato, cioè l’unica che nella sua testa contasse veramente, recitava: Juventus 99 punti. Novantanove, un’enormità. Il giorno successivo si sarebbe giocata l’ultima partita della stagione, in casa contro il Cagliari, e Conte rimuginava”.

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