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Conte: “Il Movimento dice la sua, ma il sostegno a Draghi è chiaro”

Conte: “Sostegno a Draghi chiaro e il governo sarà il primo a beneficiare della lealtà del M5S, che non scapperà di mano, perché siamo molto responsabili”

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte lo ha ribadito a “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata: “Il Movimento dice la sua, ma il sostegno a Mario Draghi è chiaro”. La linea tracciata dall’ex premier e neo leader dei Cinquestelle è chiara: il nuovo movimento si terrà stretta la sua verve identitaria e la scomodità di chi dice sempre le cose come stanno, ma mai in maniera avversa o minatoria della saldezza dell’esecutivo di cui il M5S è parte, il governo guidato da Mario Draghi cioè.

Come Conte intenda trovare questa difficile quadra è ancora ignoto, ma il terreno organizzativo su cui ci proverà è tracciato. “Il sostegno del M5s al governo Draghi continuerà ad essere chiaro e trasparente”. 

Conte da Annunziata: “Sostegno a Draghi chiaro e il governo sarà il primo a beneficiarne”

Pieno appoggio all’esecutivo dunque, ma senza rinunciare ad incarnarne una specifica parte, e quindi “anche se vorremo dire la nostra”. E in termini di obiettivi più inclusivi che non tengano solo conto della specificità del movimento? Il primo sarà quello di formare un fronte comune con Pd-Leu, faccenda questa che pare vedere le parole ci Conte in sintonia con quelle pronunciate da Enrico Letta poche ore fa al Corsera.

Conte lancia quindi messaggi ben precisi: siamo affidabili per governate ma non tonti al punto da omologarci anche a quello che non ci piace. Resta il fatto però che il leader pentastellato (ancora) in pectore la sua rassicurazione l’ha data senza giri di parole: “Il governo sarà il primo a beneficiare della lealtà M5S, che non scapperà di mano, perché siamo molto responsabili”. 

Giuseppe Conte: “Il sostegno a Draghi è chiaro, ma vogliamo pesare dove si decide”

Poi la conditio sine qua non, quella da cui non si può prescindere perché il fine comune non deve mai svilire le ragioni di un singolo sistema complesso: “L’unica cosa che non si può chiedere è di non pesare al tavolo decisionale”. Dopo aver tracciato la rotta Conte si è anche dilungato nell’anticipare qualche “chicca” sulla nuova struttura del “suo” M5S. Fra questi spicca il consiglio nazionale “misto”, cioè composto in parte da nominati dal leader e in parte eletto dagli scritti. 

Conte: “Il sostegno a Draghi è chiaro. Il mio ruolo? Sarà il prodotto di una grande investitura”

E la sua stessa leadership, sarà sottoposta a un voto online perché serve “una grande investitura”. Quindi, per resettare definitivamente quel preambolo, “in pectore”, prima della parola leader del Movimento Cinquestelle, servirà un segnale inequivocabile della base. Come una volta ma non più come una volta, dato che fra le novità lessicali tanto care ai grillini della prima ora Conte ha sdoganato l’uso della parola “onorevoli” per indicare i parlamentari. Prima dirlo era vetero settarismo, in futuro sarà riconoscimento della “grande considerazione (che ho) per la dignità di un posto in Parlamento”. La  rivoluzione gentile di Giuseppe Conte è cominciata.

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