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Contro il caporalato. Contro la camorra

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E’ dal settore edile che giungono segnali allarmanti di un incremento dell’infiltrazione mafiosa in Emilia Romagna. Caporalato, lavoro nero e irregolare, mancanza di sicurezza, evasione fiscale, ne sono la testimonianza; senza contare che tra gli arrestati appartenenti alla camorra e alla ‘ndrangheta, sono presenti persone registrate alla camera di commercio come imprenditori edili.

Ritorna dunque il caporalato, non un fenomeno relegato al sud, ma qualcosa che ci riguarda da vicino. Il caporalato esiste anche a Bologna dove in molti cantieri ci sono persone assunte a giornata dal “caporale” che trattiene una percentuale sui salari senza garantirne diritti e sicurezza. Si tratta soprattutto di extracomunitari, ma non mancano italiani che “arrangiano” perchè hanno perso il lavoro.

La Fillea CGIL dell’Emilia Romagna promuove una iniziativa contro il lavoro irregolare ed insicuro nei cantieri edili della regione e propone di equiparare il reato di caporalato a quello di traffico di esseri umani, perseguibile penalmente.

Intanto, aderiamo su Facebook.

Luigia Bencivenga

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