Contro il razzismo nascono le magliette per i radical chic
Contro il razzismo nascono le magliette per i radical chic
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Contro il razzismo nascono le magliette per i radical chic

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Da adesso in poi non solo Salvini può lanciare messaggi attraverso una maglietta. Nascono infatti le t-shirt dei "buonisti" e dei "radical chic".

Se Matteo Salvini può sfoggiare una t-shirt con la scritta “Offence best defence” perché non creare una linea di abbigliamento provocatoria per rispondere al razzismo e “all’ignoranza xenofoba che sta dilagando in Italia”? E’ quanto si è domandato Umberto Mastropietro, italiano che vive da 30 anni in Germania, che ha deciso di creare delle magliette ideate per chi vuol far sapere a tutti di essere un “buonista” o una “zecca comunista”.

Le magliette buoniste contro il razzismo

L’amministratore di Radical Chic racconta all’agenzia Dire che mentre in Germania “le persone si vergognano ancora quando si parla di nazismo, mi sembra che in Italia questo pudore si sia un po’ perso”. Da qui la risposta ironica a coloro che in quest’ultimo periodo tacciano appunto di “buonismo” chi critica una certa politica del governo verso lo straniero, il diverso. E’ un modo per “alzare la testa, perché sempre meno persone hanno il coraggio di dire ‘basta, io non sono questa Italia’” spiega Mastropietro.

L’idea quindi è nata quasi per gioco ed infatti non ha fini di lucro.

Chi stampa le magliette (ma anche le spille, le tazze e le borse di tela) cede all’ideatore il 20 per cento dei guadagni ma l’amministratore di Radical Chic assicura che l’intento non era fare soldi. Ed infatti Umberto Mastropietro assicura di donare tutto il ricavato ad Emergency, e questo nonostante l’enorme successo dell’iniziativa.

“La media delle vendite è di 35 magliette al giorno, e le città che hanno registrato il maggior numero di prenotazioni sono Milano e Napoli, seguite da Roma” confessa. Salvini è quindi avvisato, la guerra a colpi di t-shirt è difatti appena iniziata. Ma anche il Partito Democratico deve stare all’erta, visto che c’è persino una linea interamente dedicata al Piddì.

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