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Corea del Nord, Putin: ‘Soluzione solo con dialogo’

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Diverse reazioni da parte dei vari Paesi che hanno partecipato al Consiglio di Sicurezza Onu: la Russia di Putin propone una soluzione diplomatica

Nel corso del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sono state diverse le reazioni da parte dei vari Paesi che hanno partecipato. Se per gli Usa bisognerebbe prendere “le più forti misure possibili contro il regime nordcoreano”, la Russia di Putin invece una via più diplomatica.

Le soluzioni proposte dal Consiglio di Sicurezza Onu

Nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo il sesto test nucleare effettuato da Pyongyang, l’ambasciatrice degli Stati Uniti, Nikki Haley, ha dichiarato: “Quando è troppo è troppo”. L’ambasciatrice ha inoltre chiesto di prendere “le più forti misure possibili contro il regime nordcoreano” e ha criticato l’azione a volte “troppo lenta e debole” da parte della comunità internazionale.

La stessa Nikki Haley ha poi successivamente aggiunto: “Chiunque continua a fare affari con la Corea del Nord sta solo aiutando il regime”. Un avvertimento che sembra essere rivolto in particolar modo alla Cina: “Il programma nucleare della Corea del Nord ha raggiunto una pericolosità senza precedenti – ha concluso l’ambasciatrice americana – e solo le azioni e le sanzioni più forti possono fermare il regime nordcoreano, che sta pregando per fare la guerra”.

Da parte della Cina l’appello rivolto alla Corea del Nord è quello di fermare le proprie azioni, perchè sono sbagliate. La proposta cinese è quella di una sospensione contemporanea del programma nucleare e balistico del regime e delle esercitazioni militari di Usa e Corea del Sud. Inoltre, la Cina ha chiesto a Pyongyang di “tornare al dialogo”.

La reazione di Putin

L’inviato della Russia alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, Vassily Nebenzia, ha invece affermato: “La pace nella regione è in grave pericolo, le soluzioni militari non possono funzionare.

Bisogna mantenere il sangue freddo e agire tramite canali diplomatici”.

Leggermente differente invece la posizione del Presidente americano, Donald Trump: “Tutte le opzioni per affrontare la minaccia della Corea del Nord sono sul tavolo”, ha dichiarato Trump durante un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. I due hanno ribadito la necessità di aumentare la pressione nei confronti della Corea del Nord, chiedendo al Consiglio di Sicurezza di ratificare nuove e più pesanti sanzioni.

Stessa identica posizione anche per Francia e Gran Bretagna: “Bisogna aumentare la pressione sul regime di Pyongyang e varare nuove sanzioni contro la Corea del Nord, per penalizzare ulteriori settori dell’economia del Paese. Ne va della nostra credibilità”. L’ambasciatore francese ha poi aggiunto: “La possibilità di un negoziato con la la Corea del Nord non è mai stata così lontana”.

Nuovo allarme da Seul

A 48 ore dal sesto test nucleare e a 24 dalla simulazione d’attacco compiuta da Seul, sembra ormai imminente un nuovo esperimento balistico per gli scienziati del dittatore Kim Jong-un. A riferire tale notizia è l’agenzia Asia Business Daily, che non è stata smentita dal governo sudcoreano.

Queste fonti riferiscono che un missile intercontinentale è stato spostato verso la costa nordcoreana, ovvero la stessa regione che finora è stata utilizzata per effettuare i lanci con le quali le truppe di regime hanno messo a punto delle tecnologie che potrebbero raggiungere anche il territorio americano.

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