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Coronavirus, come sarà l’estate 2021? Cartabellotta (Gimbe): “Non spensierata come l’anno scorso”

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla campagna di vaccinazione e all’estate 2021.

Nino Cartabellotta
Nino Cartabellotta

L’estate 2021 è sempre più vicina e deve fare i conti con una campagna di vaccinazione contro il Covid-19 che è in crescita, seppur lenta (almeno al momento). Sulla questione è intervenuto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, intervistato da Today.it.

Coronavirus, attesa per la prossima estate

Il governo guidato da Mario Draghi è attualmente al lavoro per studiare un piano di riaperture già dalle prossime settimane, ma con le dovute cautele del caso. L’estate 2021 sarà differente rispetto a quella dello scorso anno. “Sicuramente non sarà una stagione spensierata come quella del 2020 – dichiara Cartabellotta – sia perché abbiamo acquisito maggiore consapevolezza della pandemia, sia perché arriveremo comunque all’inizio della stagione estiva con un numero di casi, oltre che di pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, nettamente superiore a quelli dello scorso anno”.

Campagna vaccinale e incognita AstraZeneca

La campagna vaccinale è in corso e per osservare dei risultati concreti serviranno ancora diversi mesi. “Per vedere un impatto delle vaccinazioni sulla circolazione del virus e sul calo dei contagi – continua l’esperto – bisognerà aver vaccinato almeno il 60-70% della popolazione, obiettivo irrealistico prima di fine estate”. A tutto questo si aggiunge ovviamente la psicosi vaccino AstraZeneca. In questo caso Cartabellotta ha un’idea ben precisa.

Sull’affaire AstraZeneca sin dall’inizio la comunicazione istituzionale è stata frammentata e inadeguata. I media hanno mantenuto toni troppo allarmistici – commenta – ignorando i princìpi base della vaccinovigilanza”.

Si spera nel rispetto delle consegne

Il generale Figliuolo ha parlato di 500mila vaccini al giorno a partire dalla fine del mese di aprile, ma sono tante le incognite del caso. “Certamente sul raggiungimento di tale obiettivo peseranno, oltre alla capacità organizzativa delle Regioni, sia le diffidenze individuali (sino al rifiuto) del vaccino AstraZeneca, sia la regolarità delle consegne nel secondo trimestre.

Attualmente si prevedono – conclude Cartabellotta – ben 52,3 milioni di dosi di cui 7,3 del monodose Johnson&Johnson“.

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