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Corruzione: Processo Montante, legale parte civile, 'da imprenditore falsità e dossier' (2)

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(Adnkronos) – "Montante, come è emerso nel processo, sebbene già dal 2005 si proclamasse “paladino antimafia”, non ha proferito nessuna parola innanzi la commissione antimafia nelle audizioni del 2005 e del 2010 e del 2014, diversamente da quanto dallo stesso sbandierato falsamente in aula, sulle vicende di mafia riguardanti Di Francesco ed i suoi scomodi “compari di nozze” Paolino e Vincenzo Arnone – spiega ancora la legale nel suo intervento – E’ emerso, peraltro, che Montante aveva attuato un’estesa azione di spionaggio e di discredito, anche, nei confronti di Di Francesco per dimostrare che questi era un falso pentito “finanziato” dall’imprenditore Pietro Di Vincenzo, mediante il quale Cosa Nostra voleva vendicarsi nei confronti di Montante per le sue sedicenti denunce contro la criminalità organizzata".

"Nella “stanza segreta” di Montante la Squadra Mobile ha rivenuto le prove relative all’accesso abusivo allo SDI commissionato da Montante ai danni di Cicero, il 6 dicembre 2009, nonché alcuni esposti “anonimi”, inviati vedi caso a Confindustria, nei quali Cicero, il giornalista Attilio Bolzoni e Marco Venturi, venivano accusati di fare parte di un “gruppo” di affiliati alla mafia i cui registi sarebbero stati Di Vincenzo ed il suo legale Gioacchino Genchi – aggiunge Petitto – Inoltre, Montante, come svela un’intercettazione del 6 agosto 2016, voleva fare pubblicare su un giornale on line un dossier falso nel quale Cicero e Venturi venivano accusati di avere ceduto alle pressioni della mafia agrigentina".

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