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Corte Costituzionale: no al carcere per lo stupro di gruppo

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La sentenza n.232 depositata ieri dalla Consulta è una di quelle destinate a far discutere a lungo.

Il dispositivo stabilisce che il carcere preventivo non è automatico per chi è colpevole di uno stupro di gruppo, se la fattispecie consente di applicare misure alternative alla detenzione. La Corte Costituzionale ha dichiarato la parziale illegittimità dell’art. 275 terzo comma del codice di procedura penale, come modificato dal decreto legge 11/2009. i gravi indizi di colpevolezza non rendono automatico il carcere, in quanto il giudice può anche decidere l’applicazione di misure cautelari alternative alla custodia in carcere, in relazione ai reati di: omicidio, traffico di stupefacenti, delitti in materia di immigrazione e reati a sfondo sessuale.

La Corte è intervenuta su una questione di legittimità sollevata dalla sezione Riesame del Tribunale di Salerno. L’orientamento della Corte Costituzionale in questo senso si era profilato già qualche anno, fa, con la sentenza n. 265 del 2010. La Corte di Cassazione, invece, è intervenuta lo scorso febbraio con una sentenza che si mantiene sulla stessa linea, e che ha suscitato molte polemiche.

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