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Cosa sta succedendo nel mondo arabo: la Siria

Dopo settimane di assoluta tensione sfociate in decine e decine di proteste spontanee, organizzate con l’uso dei social network dai tanti giovani siriani stanchi di anni vissuti senza alcun diritto politico, in assenza della piena libertà di espressione, privi di una prospettiva sul proprio futuro e senza alcun lavoro degno di questo nome, un’apparente calma era piombata sul Paese. Le proteste sono certamente continuate ma la repressione del regime di Damasco non era più tornata a mietere vittime da alcuni giorni.

Le dimissioni imposte dal contestatissimo Presidente al Assad dell’intero Governo siriano e il suo successivo intervento all’Assemblea del Popolo (il Parlamento siriano) con le effimere promesse di riforma dell’intera macchina statale e addirittura la promessa dell’abolizione dell’odiosa legge d’emergenza in vigore dagli anni ’60 non avevano sortito l’effetto sperato di anestetizzare le menti e i cuori dei ribelli siriani. Le proteste erano continuate e con la rapidità che il mondo moderno impone avevano coinvolto l’intero Paese piombato in una guerra civile. I simboli del potere costituito sono stati presi d’assalto con scene di guerriglia urbana quasi in tutti i maggiori centri abitati del Paese. Poi il momentaneo silenzio delle armi. Fino ad oggi, quando le agenzie di tutto il mondo hanno cominciato a battere la macabra notizia di una nuova (l’ennesima) strage di civili operata dal regime di Damasco.

Almeno 17 persone uccise dalle forze di sicurezza a Daraa, cittadina a sud del Paese ed epicentro delle proteste . Lo riferiscono fonti mediche locali citate dai siti di monitoraggio via Twitter. I dimostranti, prima hanno dato fuoco a un ufficio del Partito Baath al potere e poi hanno distrutto una statua del fratello defunto del presidente al Assad. Due manifestanti uccisi ad Homs. L’agenzia ufficiale siriana Sana conferma la morte di due persone a Daraa, attribuendo la responsabilità a uomini armati, presumibilmente cecchini appostati vigliaccamente sui tetti. La situazione non torna alla normalità, la guerra civile è nei fatti, la comunità internazionale deve convocare d’urgenza il Consiglio di Sicurezza e adottare dei provvedimenti sanzionatori nei confronti del regime siriano con lo scopo di fermare questa carneficina.


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