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Covid, Abrignani: “Soggetti infettabili calano ma non lascerei liberi i positivi asintomatici”

Secondo Abrignani è ancora presto per consentire la libera circolazione ai positivi asintomatici: l'esperto si è poi espresso sul futuro della pandemia.

Abrignani

L’immunologo dell’Università Statale di Milano Sergio Abrignani ha evidenziato che, nonostante i soggetti infettabili stiano diminuendo, non è ancora opportuno che i positivi asintomatici abbiano libertà di circolazione.

Abrignani sui positivi asintomatici

Intervistato dal Corriere della Sera, l’esperto ha spiegato che, passato il periodo in cui i casi sono cresciuti in modo esponenziale, “ora siamo un momento in cui i dati delle nuove infezioni sembrano stabilizzarsi perché probabilmente si è creato un equilibrio tra la circolazione del virus e le persone infettabili che, sommando i vaccinati ai guariti, si stanno man mano riducendo”.

Si tratta, ha spiegato, di quello che gli epidemiologi definiscono appiattimento della curva, preludio alla discesa.

Se l’obiettivo resta quello della fine delle restrizioni, comunque limitate per i vaccinati, secondo lui è ancora presto per permettere ai positivi senza sintomi di circolare liberamente perché, pur infettati da una variante più benigna, sono comunque in grado di contagiare.

Abrignani sui positivi asintomatici e sul futuro del Covid

Quanto a quello che potrebbe essere il futuro della pandemia, Abrignani ha spiegato che, secondo quando dicono gli esperti di traiettorie, quasi sicuramente il Covid diventerà endemico e quindi ci dovremo aspettare la stagionalità tipica dei virus respiratori, con un’incidenza alta tra metà ottobre e metà aprile e un’attenuazione nelle stagione calda.

Se rimarrà dominante la variante Omicron, ha concluso, i soggetti vaccinati rischieranno di prendere un’influenza: “Non una bazzecola ma niente a che vedere con le conseguenze che rischiano i non vaccinati“.

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