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Covid, chi dovrà vaccinarsi di nuovo in autunno secondo Franco Locatelli

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, ha espresso il suo parere sull'andamento Covid e sulle prossime dosi di vaccino.

Franco Locatelli

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, ha parlato del Covid e ha svelato chi, secondo lui, dovrà effettuare le prossime dosi di vaccino. 

Covid, chi dovrà vaccinarsi di nuovo in autunno secondo Franco Locatelli

Franco Locatelli, oncoematologo al Bambin Gesù di Roma e presidente del Consiglio superiore di sanità, ha svelato quali persone dovrebbero essere coinvolte in una nuova campagna vaccinale in autunno. “Oltre ai fragili, chi ha dai 60 anni in su. Da quell’età c’è un maggiore rischio di sviluppare una malattia grave” ha dichiarato. Ha spiegato per quali motivi i nuovi vaccini per la campagna autunnale saranno “bivalenti“, ovvero ancora basati sul virus di Wuhan e su Omicron 1, anche se oggi circolano nuove varianti.

Ci sono solidi dati che dimostrano come il titolo anticorpale, con i vaccini bivalenti che includono la variante Ba1, dia maggiore protezione anche contro Omicron Ba4 e Ba5” ha commentato. “Non dimentichiamo, inoltre, che i vaccini usati finora hanno dato una protezione eccellente da malattia grave e morte. I bivalenti con Omicron Ba1 saranno disponibili ad agosto, mentre eventuali vaccini bivalenti contenenti l’Rna di Omicron Ba4 o Ba5 non sarebbero pronti prima di novembre-dicembre.

Non facciamo l’errore di rincorrere ossessivamente l’ultima variante: i vaccini, tradizionali o bivalenti con Ba1, saranno comunque efficaci” ha aggiunto l’esperto. 

Covid, Locatelli: “Il virus può continuare a fare male” 

L’esperto ha confermato che si sta andando davvero verso l’endemizzazione del Covid, ma ha sottolineato che bisogna stare “attenti a non sottovalutare questa fase: il virus può continuare a fare male“. “A differenza degli scorsi due anni, siamo in una fase in cui è netto e consolidato l’incremento della circolazione virale, dovuto a due fattori.

Abbiamo delle varianti con indici di contagiosità altissimi, a livello del morbillo, come Omicron Ba4 e Ba5 che oggi rappresentano già abbondantemente più del 50% dei ceppi virali identificati nel Paese. Il secondo fattore nasce dall’abbandono di gran parte delle misure non farmacologiche di contenimento” ha aggiunto. Locatelli pensa che alcuni obblighi non dovrebbero più essere reintrodotti, come l’uso delle mascherine, perché a questo punto dovrebbe entrare in gioco la responsabilità individuale. “Grazie alle vaccinazioni, ma anche ad una minore capacità di Omicron di infettare le cellule degli alveoli polmonari, le manifestazioni cliniche sono meno gravi” ha aggiunto, sottolineando che non vuol dire che non possa esserci un altro numero alto di ricoveri e che è fondamentale che le persone contagiate rimangano a casa. 

Covid, Babudieri: “Potete anche chiamarla influenza”

Sergio Babudieri, responsabile dell’unità operativa di malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Sassari, non cede agli allarmismi e ha spiegato che i “vaccini hanno già fortificato il nostro apparato immunitario. Chi non si è vaccinato lo ha fatto naturalmente attraverso i contatti, e la pandemia è già nella fase endemica“. “È arrivata l’estate, col caldo sono arrivati i turisti, e con i turisti arriva il virus. È un film già visto da due anni, tutto come da copione” ha aggiunto in un’intervista a La Nuova Sardegna. “Ogni variante che sovrasta le altre sarà sempre più infettante. Se così non fosse, d’altronde, non prevalerebbe. Più risulta contagiosa e meno è controllabile. È bene che entri bene in testa: presente quando tutti ci becchiamo il raffreddore? Con il covid ormai sarà la stessa cosa. È tempo di derubricarlo a comune influenza pre 2020. E mettere in conto che, a meno di essere un paziente fragile con patologie pregresse, tipo diabete, problemi cardiaci, oncologici e via dicendo, ce la caveremo con una settimana a casa con tosse, febbre, e una cura di antivirali” ha aggiunto l’esperto. 

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