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Covid, Crisanti: “Green pass non garantisce luoghi sicuri, un errore voler tornare alla normalità”

Covid, per il professor Crisanti pensare di tornare alla normalità ora è un errore: "Ci si è illusi che vaccini avrebbero risolto il problema"

crisanti

Per il microbiologo Andrea Crisanti c’è troppa ansia di mettersi la pandemia alle spalle. “Ci si ostina a ripetere gli stessi errori”: l’affondo del professore.

Covid, Crisanti: “Un errore l’ansia di volersi mettere la pandemia alle spalle”

“L’ansia di volersi mettere alle spalle gli episodi pandemici per tornare il prima possibile alla situazione pre-Covid non è l’atteggiamento giusto.

Il sistema scientifico istituzionale si ostina a ripetere gli stessi errori” è l’affondo di Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova. “Sembra che tutti quanti si ostinino a ripetere sempre gli stessi errori” attacca il professore. “L’errore è proprio l’ansia di volersi mettere gli episodi pandemici alle spalle per tornare il prima possibile alla situazione pre-Covid -spiega-. Lo capisco perfettamente, ma non è l’atteggiamento giusto. A giugno dell’anno scorso si sono tutti illusi – io no – che l’emergenza fosse finita e che la pandemia fosse in via di superamento.

Ci si è illusi che i vaccini avrebbero risolto il problema e non si è fatto nient’altro. Questo è il vero problema, è stato un alibi per non prendere altre misure. I vaccini sicuramente aiutano, ma pensare che risolvano tutto non va bene”.

Covid, Crisanti: “Tamponi rapidi, autentico disastro”

“Far affidamento sul green pass ha portato un effetto positivo e due negativi -spiega Crisanti al Corriere-. Da una parte è stato un incentivo per le persone a vaccinarsi.

Ma dall’altro lato ha portato i vaccinati a farci affidamento come se fosse una misura di sanità pubblica, e a sentirsi sempre protetti, e ha provocato un altro elemento collaterale estremamente negativo, ossia la corsa ai tamponi rapidi, che sono un autentico disastro. I due effetti negativi hanno abbondantemente superato quello positivo”. Per il microbiologo: “Il ritardo dell’Italia nei contagi, rispetto al resto d’Europa, è dovuto al fatto che, avendo vaccinato poco e male all’inizio, e con più velocità nella seconda parte dell’anno, è rimasta più a lungo coperta“.

Covid, Crisanti: “Smentita la narrazione del green pass come garanzia dei luoghi sicuri”

Il tema caldo degli ultimi giorni, ovvero la possibile imposizione del tampone anche ai vaccinati per accedere a cinema, teatri e grandi eventi, per Crisanti è stato un fallimento della narrazione del governo. “Le discussioni dei giorni scorsi fanno capire il cortocircuito logico e la confusione totale in cui si trova il Cts -spiega Crisanti-. Ragionare in questi termini smentisce la narrazione – peraltro sbagliata – del green pass come garanzia dei luoghi sicuri”. Sulla situazione attuale, il microbiologo commenta: “Stare tranquilli in queste vacanze, purtroppo lo devo dire, significa non andare al ristorante, non mischiarsi con familiari distanti dal nostro nucleo“. E guardando al ritorno dalle vacanze: “Non si può pensare di avere scuole aperte, ristoranti aperti e pensare che il virus non si trasmetta. Da ieri [con il decreto Festività, ndr] si è fatto un enorme passo avanti, allineando la durata del Green pass a quella che è un’ipotetica durata del vaccino, cosa che sei mesi fa non era stata presa in considerazione. Estremamente positivo anche mettere l’obbligo di Ffp2 sui mezzi di trasporto. Rimane il problema grossissimo dei ristoranti aperti”.

Covid, Crisanti: “Abbiamo fatto affidamento solo sul vaccino”

Un accenno anche alla variante Omicron: “Una variante che contagia 2-3 volte di più, anche se è meno aggressiva, alla fine in numeri assoluti non cambia nulla”. E per riuscire a normalizzare il virus, per Crisanti non basta solo il vaccino: “La normalizzazione dipende da tre fattori. Primo, dal numero di persone protette, e non intendo per forza vaccinate, ma anche guarite. Secondo, dalle misure aggiuntive messe in campo oltre il vaccino. Infine, dall’insorgenza di varianti in grado di neutralizzare il vaccino. In questo momento noi abbiamo fatto affidamento solo sul vaccino, che ha una durata di protezione bassa, e per di più sono emerse varianti nuove”.

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