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Covid: Draghi, 'riaperture sì ma con la testa', pressing su Ue per green pass/Adnkronos

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Porto, 8 mag. (Adnkronos) (dall'inviata Ileana Sciarra) – Riaperture sì, "ma con la testa", perché vanificare i sacrifici, invertendo il trend del calo dei contagi e dei morti sarebbe un errore imperdonabile. Da Porto, dove è arrivato per il Social Summit Ue, Mario Draghi frena l'offensiva di Matteo Salvini, che ieri ha annunciato che al primo Cdm utile la Lega chiederà di cancellare il coprifuoco.

Alla domanda se la spunterà, o meglio se il coprifuoco verrà 'sbianchettato', il presidente del Consiglio risponde partendo dai numeri, come è solito fare, per spiegare che bisogna procedere per gradi.

"Io, come credo la maggior parte degli italiani – dice Draghi, protagonista di un simpatico siparietto con un pavone che si aggirava nella splendida cornice di Palacio de Cristal – voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme.

Ma, come ho detto l'altra volta quando abbiamo parlato di questo, bisogna farlo in sicurezza, cioè calcolando bene il rischio che si corre". I dati, chiarisce, "sono abbastanza incoraggianti", sia sul fronte delle vaccinazioni che dei ricoveri, delle terapie intensive e delle vittime. "Questo è anche, ovviamente, merito delle misure già intraprese -rimarca-. Quindi se l'andamento dovesse continuare in questa direzione, chiaramente la cabina di regia procederà ad altre riaperture".

"È importante essere graduali anche per capire quali riaperture hanno più effetto sui contagi e quali meno.

Noi aspettiamo per dirvi ancora l'importanza di fare queste cose con attenzione, prudenza e gradualità. Farle sì, ma essere prudenti". Parole chiare, che già anticipano che alla cabina di regia -che dovrebbe tenersi tra martedì e mercoledì e su cui si profila già un duro braccio di ferro- non ci sarà alcun 'liberi tutti'. Con ogni probabilità, si procederà step by step anche col coprifuoco, spostando avanti le lancette di un'ora o due , almeno per il momento. Intanto però il premier porta avanti un'altra battaglia, caldeggiata in sede europea, alle assise di Porto: quella per il green pass, vale a dire il lasciapassare agli spostamenti per mettere le ali – è la speranza – a uno dei settori più bersagliati dalla crisi innescata dal Covid, il turismo.

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