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Covid, falsi vaccini Pfizer somministrati a pagamento in Messico e in Polonia

Covid, falsi vaccini Pfizer somministrati a pagamento in Messico e in Polonia: la domanda innescata dalla scarsità di dosi favorisce le reti illegali

Falsi vaccini, problema reale

Covid, falsi vaccini Pfizer somministrati a pagamento in Messico e in Polonia. Il mondo non è solo un continuo affannarsi di governi e sistemi sanitari per arginare il virus, ma purtroppo anche tutto un ribollire si attività criminali legate allo sfruttamento della paura che il virus induce.

E fra quelle attività spicca un settore che è vero “must”, quello del falso, falso come i vaccini Pfizer che personaggi senza scrupolo stanno somministrando a pagamento in alcune nazioni. Nazioni che, già in buon numero, segnalano la presenza di falsi vaccini contro il covid. Presenza questa segnalata anche da un preciso allarme Ue di due mesi fa. Il Wall Street Journal ad esempio ha preso in esame il caso di Pfizer. 

Falsi vaccini Pfizer a pagamento: troppa domanda

L’azienda ha scoperto che  Messico che in Polonia sono ad esempio fra i paesi più attivi su questo fronte illegale: lì si spaccia un preparato composto da altri principi come vaccino Pfizer contro il coronavirus. Ma qual è la molla che agevola questa azioni criminali? Il fattore determinante è la scarsità di dosi di quello originale, scarsità che fa il paio con canali ufficiali di somministrazione non sempre scorrevoli e che creano quindi un’aspettativa insoddisfatta di prodotto.

L’ha spiegata bene Lev Kubiak, responsabile mondiale della sicurezza di Pfizer: “Tutti ne hanno bisogno sul pianeta. Molti sono disperati. Ora abbiamo un’offerta molto limitata che aumenterà man mano che aumentiamo e altre aziende ma nel frattempo c’è un’opportunità perfetta per i criminali”. 

Blitz in Polonia e 80 “gabbati” in Messico

In Polonia il combattivo governo locale rassicura: nessuno ha ricevuto il vaccino contraffatto e i tentativo sono stati frenati con sequestri mirati. Sequestri come quello messo in atto di un uomo che spacciava per vaccino Pfizer vaccino Pfizer nientemeno che un antirughe. In Messico invece le cose sarebbero andare diversamente e in peggio: pare che addirittura 80 persone lì abbiano ricevuto il “vaccino” nell’organismo. Lo scandalo sarebbe scoppiato in una clinica privata che si faceva pagare mille dollari Usa per ogni dose inoculata. Allo stato non si segnalano reazioni pericolose a quell’intruglio, ma il problema resta e il segretario sanitario dello stato di Nuevo León ha comunicato che sono state fatte altre scoperte. 

L’allarme dell’Oms e il lavoro dell’Interpol

L’Oms dal canto suo lancia l’allarme sui vaccini contraffatti etichettati come Pfizer-BioNTech in Messico con numero di lotto BNT162b2. E non è finita: un mese fa fu l’Interpol a dover bloccare un traffico di vaccini falsi che, neanche a dirlo, avevano come origine la Cina e spot privilegiato il Sud Africa. Nei pressi di Joannesburg erano state sequestrate 2.400 dosi di vaccino contraffatto ed altre 3000 erano state scoperte in Cina. E neanche lo Sputnik pare immune dal mercato del falso: 6000 dosi erano state bloccate in Messico, avevano come destinazione l’Honduras e l’Equador, dove a Quitos un centro medico si era già “attrezzato” di suo: somministrava vitamine spacciandole per vaccino anti covid.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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