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Covid, i dati settimanali: aumento dei casi in tutte le regioni con Valle d’Aosta e Molise in testa

I dati settimanali sulla pandemia evidenziano un incremento dei casi Covid in tutta Italia: gli aumenti maggiori in Valle d'Aosta, Molise e Liguria. 

Fondazione Gimbe variante Delta

Osservando i dati della settimana dall’8 al 14 novembre 2021 emerge che i casi positivi al Covid aumentano in tutte le regioni. La media nazionale dei contagi sale del 42,1% (si passa da 36.095 a 51.318 diagnosi) e i territori che registrano gli incrementi più alti, a parte le piccole realtà, sono quelli di Liguria (+88%), Friuli Venezia-Giulia (+74%) e Lombarda (+58).

Covid: i dati settimanali

Tenendo in considerazione le singole regioni, questi gli aumenti registrati in ordine decrescente:

  • Valle d’Aosta +162,7% (da 43 a 113 casi)
  • Molise +109,8% (da 61 a 128 casi)
  • Liguria +88,6% (da 707 a 1.334 casi)
  • Provincia di Bolzano +80,3% (da 1.151 a 2.076 casi)
  • Friuli Venezia Giulia +73,8% (da 1.892 a 3.290 casi)
  • Lombardia +57,9% (da 4.204 a 6.642 casi)
  • Marche +54% (da 967 a 1.490 casi)
  • Piemonte +45,2% (da 1.896 a 2.754 casi)
  • Sardegna +46,2% (da 376 a 550 casi)
  • Lazio +41,8% (da 4.173 a 5.919 casi)
  • Veneto +41,6% (da 4.486 a 6.355 casi)
  • Abruzzo +41,6%( da 750 a 1.062 casi)
  • Emilia-Romagna +39,3% (da 3.035 a 4.230 casi)
  • Sicilia +34,8% (da 2.573 a 3.470 casi)
  • Campania +27,2% (da 4.112 a 5.233 casi)
  • Puglia +24,9% (da 1.290 a 1.612 casi)
  • Toscana +19,1% (da 2.282 a 2.718 casi)
  • Basilicata +19,1% (da 162 a 193 casi)
  • Provincia di Trento +14,2% (da 385 a 440 casi)
  • Calabria +12,7% (da 1.034 a 1.166 casi)
  • Umbria +5,2% (da 516 a 543 casi).

Covid, i dati settimanali: nessuno rischia la zona gialla

Anche se l’incidenza sta salendo, nessuna regione al momento rischia di finire in zona gialla perché nessuna supera i parametri relativi ai ricoveri in terapia intensiva e in area medica. A livello nazionale le ospedalizzazioni sono aumentate del 13,6% (la settimana precedente del 14,3%) mentre i ricoveri in terapia intensiva sono cresciuti del 15,5% (sempre meno rispetto a sette giorni prima, quando l’incremento era stato pari al 16,3%)

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