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Covid, il piano per la riapertura di bar e ristoranti al vaglio del governo

Il governo studia il piano che consenta in sicurezza, la riapertura di bar e ristoranti. Da trovare un punto d incontro tra economia e salute

come riaprire bar e ristoranti

Si avvicina la data del 25 Aprile, giorno della Liberazione, e con essa anche la luce in fondo al tunnel per molte categorie, tra le quali bar e ristoranti, di poter riaprire le proprie attività. Sembrerebbe questa la data propizia, scelta dal governo per rimettere in moto il paese Italia.

Il piano per la riapertura di bar e ristoranti

Il paese ha la necessità di ripartire, sia da un punto di vista economico, basti pensare alla disperazione sempre più crescente, in una svariata fascia della popolazione, e le proteste di piazza degli ultimi giorni ne sono un chiaro esempio, sia perchè non è pensabile che un’intera nazione possa stazionare ancora a lungo in questo immobilismo forzato, dato dalla pandemia che stiamo vivendo.

Ragion per cui, il governo sta mettendo a punto i criteri che stabiliranno come il paese e i vari esercizi commerciali, potranno riprendere le loro attività commerciali. Per alcuni sarà come una nuova apertura, basti pensare a piscine e centri fitness, che ormai sono chiusi da più di un anno; per altri invece, come gli esercizi della ristorazione, dovranno fare i conti con le misure stringenti messe in atto dal governo per cercare di trovare un punto di incontro tra aperture che consentano un’attività “normale” ed il giusto equilibrio per limitare i contagi.

Bar e ristoranti

I bar, pizzerie, ristoranti e pasticcerie, chiedono di poter riaprire anche con un allungamento degli orari fino alle ore 23, prevedendo il vincolo di consumo al tavolo e l’accesso al locale entro le ore 21. Inoltre l’obbligo di prenotazione con la quale fornire una serie di informazioni quali generalità di chi la effettua, numero delle persone e stato di convivenza. 

Dagli operatori del comparto eventi, arriva la proposta di aprire nella prima fase, solo alle cerimonie civili e religiose, con la possibilità, nel caso di zona gialla, di un pranzo al ristorante, seguendo però alcune regole tra cui:  informare le autorità competenti almeno sette giorni prima della cerimonia, predisporre l’elenco degli invitati, assicurare il distanziamento di almeno un metro e mezzo tra gli ospiti, divieto dell’attività di ballo.

Dal governo invece, filtrano proposte un poco differenti, come prevedere il via libera dei ristoranti aperti a pranzo sebbene sulla base di un orario ridotto, ad esempio alle 15 o alle 16. 

Insomma tutto è ancora in fase di definizione, tra l’altro le varie proposte per le riaperture dovranno essere sottoposte al vaglio del Cts. In ogni caso, sembra che la strada per la riapertura sia in fase di completamento. 


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