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Covid, in Cina 5.200 casi: mai così tanti da due anni

In Cina sono stati registrati 5.200 casi, più che raddoppiati in sole 24 ore. Non sono mai stati così tanti da due anni, dall'inizio della pandemia.

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In Cina sono stati registrati 5.200 casi, più che raddoppiati in sole 24 ore. Non sono mai stati così tanti da due anni, dall’inizio della pandemia.

Covid, in Cina 5.200 casi: mai così tanti da due anni

I casi di Covid in Cina sono più che raddoppiati in sole 24 ore. Da giorni la Cina combatte contro una nuova ondata di Covid, mai così forte negli ultimi due anni, dai tempi di Wuhan. Questa mattina il bollettino della commissione nazionale sulla salute riportava 3.507 pazienti con sintomi e 1.768 asintomatici, per un totale di 5.275 contagi. Il 90% dei casi sintomatici si trova nella provincia nord-orientale di Jilin, epicentro del focolaio.

Ci sono 24 milioni di abitanti in questa provincia, che da ieri è finita in lockdown. I numeri sono inferiori rispetto a molte altre parti del mondo, ma rischiano di mettere in discussione la “strategia zero-dinamica” adottata dal governo di Pechino per eliminare il virus. Sarà importante seguire l’andamento delle prossime settimane per valutare l’approccio, vista la velocità con cui si diffonde Omicron, nonostante il 90% dei vaccinati. 

La situazione in Cina 

I casi sono sparsi in 20 delle 34 province cinesi, compresi gli hub economici come il Guangdong, che registra 48 casi. Trentanove sono nella metropoli di Shenzhen, la Silicon Valley cinese, che è finita in lockdown fino al 20 marzo. Da giorni ci sono chiusure mirate anche a Shanghai, capitale finanziaria del Dragone. Anche se oggi ci sono solo 9 casi. Le autorità hanno deciso di deviare 106 voli internazionali previsti in arrivo in città dal 21 marzo al 1 maggio.

Anche le Borse iniziano a risentire delle chiusure. L’indice Hang Seng di Hong Kong è sceso del 3%, mentre l’indice cinese CSI 300 dei titoli quotati a Shanghai e Shenzhen è sceso del 2%. Visti i rigorosi controlli “l’efficienza operativa dei servizi di autotrasporto nelle principali città portuali tra cui Shanghai, Hong Kong, Shenzhen, Qingdao e Tianjin sarà significativamente ridotta“, ha affermato il gigante danese dei trasporti Maersk. Anche i porti interni lungo il Fiume Azzurro e il Fiume delle Perle non saranno risparmiati dai ritardi. 

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