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Covid in Svezia, il “modello Tegnell” con poche restrizioni ha funzionato o ha fallito?

Covid in Svezia, il “modello Tegnell” ha funzionato o ha fallito? Da un lato c'è che ci sostiene di si, ma i detrattori citano numeri e dati specifici

Andrers Tegnell, ideologo del modello svedese anti covid

Covid in Svezia e interrogativi su come è stato affrontato, tutto ruota sulla domanda chiave: il “modello Tegnell” con poche restrizioni ha funzionato o ha fallito? Il dato di fatto è che Anders Tegnell, l’ideologo della lotta “soft” alla pandemia e la sua ricetta suscitano ancora giudizi contrastanti, anche se è il fautore stesso che ripete da tempo: “È presto per giudicare, giudicatemi tra almeno un anno”.

Tegnell si è messo al timone della battaglia della Svezia contro la pandemia e in un anno e mezzo aveva spiegato in almeno quattro step che bisognava aspettare per vedere se il suo fosse stato o meno un modello efficace. Tuttavia non pare essere il tempo il fattore con cui il giudizio sul modello Tegnell andrà ad affinarsi

Covid in Svezia e modello Tegnell: aprire dove gli altri chiudevano

Il modello svedese era stato immediatamente messo in casella come controverso, e l’Occidente lo aveva usato più per endorsement propagandistici pro o contro che per analisi serie.

Stoccolma aveva fatto quello che Europa, Usa e mezza Asia non avevano mai osato fare: lasciare aperto quasi tutto dove gli altri chiudevano ed affidarsi al mantra di Tegnell sull’inefficacia del lockdown: “È come cercare di uccidere una zanzara con un martello”. Neanche l’obbligo di mascherina era ben visto dall’epidemiologo: “Non ci sono prove che funzioni”. Alla fine il governo aveva derogato in parte dalla linea di Tegnell e lo aveva introdotto sui mezzi pubblici, ma lasciando aperti scuole, bar e ristoranti

Il modello Tegnell e il Covid in Svezia: quando parlò perfino il Re

Quando a dicembre 2020 re Carlo Gustavo era andato in tv a scusarsi coi suoi sudditi sostenendo che “sul Covid-19 abbiamo sbagliato” Tegnell era rimasto impassibile. Poi sei mesi dopo, a giugno di quest’anno, aveva ammesso: “Se si ripresentasse la pandemia, con le cose che sappiamo ora, ci comporteremmo a metà tra quanto fatto e quanto ha fatto il resto del mondo”. Ma com’è andata in Svezia? Allo stato dell’arte il paese scandinavo ha registrato 1.122.139 casi covid e 14.628 morti: se sia stato successo o disfatta è ancora materia di contendere.

I media sono divisi: il britannico Telegraph ha lodato l’esperimento svedese che “ha salvato Pil e salute mentale”. 

Cosa dicono i media sul Covid in Svezia e sul modello Tegnell

Dal canto suo il magazine Business Insider lo ha stroncato: “Troppi morti, non ha funzionato”. In Svezia ha avuto il Covid-19 circa l’11% della popolazione. E i paesi confinanti o vicini? I dati li snocciola il Corriere della Sera: “Ha avuto il Covid  il 2,9% dei 5,3 milioni di norvegesi e il 2,2% dei 5,5 milioni di finlandesi”. In quanto alla vaccinazione l’81,5% degli svedesi ha ricevuto almeno una dose e il 65,8% le ha ricevute entrambe. Anders Tegnell parlava di “sostenibilità” della risposta al Covid-19 e prediceva l’improbabilità di nuovi picchi. Insomma, se qualcuno sperava che il modello svedese fosse sedimentato al punto giusto per diventare paradigma, sbaglia: “Serve ancora tempo”. Come un anno fa.

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