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Covid, incidenza e indice Rt dimuiniscono ancora. Pressione ospedaliera in calo

La situazione sul fronte contagi sta avendo un significativo miglioramento. Calano sia l'incidenza che l'indice RT.

covid incidenza Rt

Il 31 marzo è sempre più prossimo e la situazione pandemica sta progressivamente migliorando. Questo è quanto emerge dal monitoraggio stilato dall’Istituto Superiore di Sanità relativo al periodo tra il 18 e il 24 febbraio. “L’andamento della curva nelle ultime settimane conferma una decrescita e l’Rt mostra un andamento stabilmente sotto il valore di 1, il che indica e conferma la decrescita”, ha affermato il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro commentando i dati.

Covid, l’incidenza e l’indice Rt sono in calo: la situazione

Il primo dato che balza all’occhio e rilevato nel report settimanale è proprio l’incidenza dei casi: il valore registrato è di 552 ogni 100mila abitanti contro i 672 ogni 100mila abitanti rilevati nel periodo precedente. Cala anche l’indice Rt il cui valore medio calcolato nel periodo tra il 2 e il 15 febbraio “è stato pari a 0,73, in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica”.

Dimuiscono anche i ricoveri

Il trend positivo riguarda anche i ricoveri sia in area medica che in terapia intensiva: “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 8,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 24 febbraio) contro il 10,4% (rilevazione ministero della Salute al 17 febbraio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 18,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 24 febbraio) contro il 22,2%”.

Mortalità 17 volte più alta per chi non si è vaccinato

L’Istituto Superiore di Sanità ha infine segnalato che, per chi non ha ricevuto il vaccino, la mortalità è 17 volte maggiore rispetto a chi ha ricevuto il booster, mentre è fino a 6 volte superiore se si è completato il ciclo vaccinale entro i 120 giorni: “Il tasso di ricoveri in terapia intensiva, relativo alla popolazione di età sopra i 12 anni, nel periodo 7 gennaio-6 febbraio per i non vaccinati risulta circa sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni e circa diciassette volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva o booster”.

È stato inoltre evidenziato che l’efficacia del vaccino rilevata risulta essere “pari al 93% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva o booster” e “all’86% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 88% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 83% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni”.

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