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Covid, isolamento per i positivi: cosa ne pensano gli esperti

Alcuni esperti sono contrari alla proposta del sottosegretario Andrea Costa, ritenendo fondamentale mantenere l'isolamento per i positivi al Covid.

Covid isolamento positivi

“Se l’obiettivo è la convivenza con il virus, non possiamo che rimuovere l’isolamento dei positivi. Credo che siamo molto vicini a questo traguardo. Penso che dobbiamo concentrarci più sui sintomatici che non sui positivi. Continuare a cercare i nuovi casi non è la strategia giusta”, è l’idea avanzata dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

Le sue considerazioni, tuttavia, stridono con l’attuale andamento epidemiologico. Nelle ultime settimane, infatti, si sta assistendo a un rialzo del tasso di positività. Alcuni esperti, non a caso, si dicono contrari alla proposta lanciata da Costa.

Covid, togliere l’isolamento per i positivi? Il parere degli esperti

Nell’ultima settimana, stando a quanto emerso dal monitoraggio della Fondazione Gimbe, è stato registrato un aumento di positivi pari al 59%. Il provvedimento proposto da Costa appare quindi inopportuno.

Lo dicono gli esperti.

Tra loro il collega Pierpaolo Sileri, anche lui sottosegretario alla Salute, il quale ha dichiarato: “Ci arriveremo, ma è ancora prematuro. Basti pensare, ad esempio, a un positivo che va in una Rsa”. Per Massimo Galli, invece, togliere l’isolamento comporterebbe un’ondata di contagi persino durante la stagione estiva.

Di parere opposto l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, il quale ha sottolineato: “L’isolamento dei positivi ha avuto un senso quando c’era una popolazione altamente sensibile al virus, non vaccinata né contagiata, come nel 2020 e 2021.

Ma oggi tra vaccinati, guariti e protetti abbiamo raggiunto il 100% della popolazione”. Mantenendo l’isolamento “rischiamo di creare un doppio binario: chi fa un tampone da solo a casa non comunica il risultato, mentre chi lo fa in ospedale è tenuto all’isolamento. Così è peggio. Sarebbe meglio equiparare il tutto”.

Sulla questione è intervenuto anche Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’università di Milano, commentando: “La soluzione svizzera mi sembra intelligente. Chi è positivo deve restare isolato una settimana, ma poi è libero di uscire senza un ulteriore tampone.

Abbiamo imparato che la contagiosità è massima a partire dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi, si mantiene alta qualche giorno, poi cala. Chi ha esaurito la fase sintomatica della malattia potrebbe essere libero di uscire senza altri aggravi”.

Dello stesso parere è Giovanni Di Perri, primario di infettivologia all’Amedeo di Savoia di Torino. “Nei primi 3 giorni di infezione, quando la contagiosità è più alta, non è possibile uscire e stare tra gli altri. Dopo l’isolamento può essere allentato, a meno che non si sia a contatto con persone fragili. In passato dichiarare il contagio equivaleva a ricevere una dose di vaccino, ai fini del Green Pass. Ora, scomparso l’obbligo di esibire il certificato, l’interesse a dichiararsi positivi non c’è più”, ha sottolineato.

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