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Covid: la via di Draghi sui brevetti, 'deroga a tempo e stop blocco export vaccini'

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Porta, 7 mag. (Adnkronos) (dall'inviata Ileana Sciarra) – Arriva durante la cena informale tra i leader Ue, a Porto, la via di Mario Draghi sulla deroga ai brevetti, a ben due giorni dalla svolta di Joe Biden sulla proprietà intellettuale dei vaccini.

Ieri una dichiarazione 'striminzita', quasi come se il presidente del Consiglio prendesse tempo, studiando bene tutte le pedine in campo prima di prendere posizione. Oggi lo fa con chiarezza, sembra tendere la mano al presidente degli States ma al tempo stesso, con la fermezza che lo contraddistingue, chiede che si sblocchi la partita dell'export, che l'Europa su questo fronte non sia lasciata sola.

E' un discorso a tratti anche duro il suo, quasi a dare una scossa alle big pharma ricordando milioni di persone che non hanno la possibilità di vaccinarsi e che, per questo, rischiano di perdere la vita.

Ma, da grande economista qual è, Draghi entra anche nei meccanismi di una deroga che, se ben congegnata e a termine, non rappresenterebbe certo un disincentivo per chi produce.

Un discorso chiaro e per alcuni versi anche controcorrente, considerando che proprio oggi la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, dopo lo stop di Angela Merkel, ha stroncato anche lei con fermezza l'apertura di Biden sui brevetti. "I vaccini servono ora – ha detto – La deroga temporanea sui brevetti non risolve il problema nel breve e medio periodo.

Ciò che serve è una condivisione dei sieri, l'export di dosi e investimenti per accrescere". Ma ha chiesto anche di aprire a una discussione che dia la possibilità di uscirne con "una visione a 360 gradi". Draghi dimostra di aver studiato tutte le variabili, compresi i limiti, o meglio i pericoli, che una deroga ai brevetti comporterebbe, in termini di sicurezza e complessità della produzione. Produzione, rimarca, che va aumentata in tutta Europa.

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