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Covid, Magrini dell’Aifa: “Il 70% di vaccinati a settembre sarà realtà. Probabile un richiamo annuale”

Magrini: “Il 70% di vaccinati a settembre sarà realtà. Verosimilmente un richiamo ogni anno, ma sarà una decisione collegiale da prendere nei prossimi mesi"

Nicola Magrini, Dg Aifa

Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, vede l’obiettivo a portata di mano, anzi, a portata di paese dopo l’esordio di inizio anno e le incognite della campagna vaccinale: “Il 70% di vaccinati a settembre sarà realtà” e in tema di vaccinazioni ulteriori ipotizza: “Sarà probabile un richiamo annuale”.

Insomma, il massimo dirigente dell’Agenzia Italiana del farmaco non la vede nera, anzi, e getta i presupposti per le sfide del futuro. Magrini lo ha fatto in una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui annuncia non senza comprensibile orgoglio che “Il 30 settembre si chiude la campagna vaccinale di massa. Obiettivo centrato, raggiungeremo oltre il 70% della popolazione. Un grande risultato”.

Magrini: “70% di vaccinati a settembre ma non parliamo di terza dose”

Tanto lavoro, moltissimi patemi, un paese da salvare e una mission da raggiungere in punto di logistica prima che di etica sanitaria. E se per il covid c’è un dopo da disegnare Magrini in quel dopo ci vede la necessità di una somministrazione periodica necessità da studiare ma senza le ansie di una mancanza di copertura che non ha ragione di esistere. Il vaccino sarà fatto dunque “verosimilmente ogni anno, sarà una decisione collegiale da prendere nei prossimi mesi.

Parlare in modo generico di terza dose è un messaggio che confonde. Un richiamo anticipato non sarà per tutti, solo per gli immunodepressi come trapiantati, pazienti oncologici o coloro che fanno specifiche terapie immunosoppressive che è stato dimostrato beneficiano di una terza dose per raggiungere una buona immunità. Le persone che non appartengono a queste categorie possono stare tranquille: le due dosi già ricevute garantiscono una eccellente protezione”.

Magrini e la durata della risposta immunitaria: “A settembre il 70% di vaccinati”

A questo punto Magrini spiega perché invece in Italia il tema è così mainstream: “Credo sia un eccesso di prudenza da parte di un paese fortemente determinato a scongiurare una nuova ondata di infezioni. Le evidenze disponibili dimostrano che la risposta immunitaria dura dai 9 ai 12 mesi e che anche i grandi anziani la raggiungono e mantengono nel tempo”. E il traguardo della vaccinazione massiva del 70% della popolazione italiana idonea al siero è per Magrini fonte di soddisfazione: “Sono sempre stato fiducioso, avendo accesso ai dati sui vaccini disponibili. Non altrettanto molti commentatori convinti che fosse un traguardo lontano o irraggiungibile. Invece siamo, assieme al resto dell’Ue, davanti agli Usa e abbiamo raggiunto tutta la popolazione, anche i più disagiati. È stata vissuta con scarsa fiducia l’idea che la programmazione della campagna fosse buona e che le capacità di sostenerla fossero adeguate”.

Nicola Magrini: “Avremo il 70% di vaccinati a settembre, ma ci sono paesi che non toccano il 10%”

Attenzione, non significa resettare il coronavirus, ma imparare a conviverci “per anni. Il fatto però che la crescita dei contagi, se guardiamo i dati della Gran Bretagna o di Israele, non abbia comportato un aumento dei ricoveri ci porta a vedere positivo. Continuiamo a puntare sui vaccini”. E se è vero che la pandemia picchia duro nel mondo, è anche vero che l’Italia la sta affrontando con numeri eccellenti di profilassi: “Se Unione europea, Usa e Nord del mondo l’hanno governata si arriverà al controllo globale grazie ad una politica di redistribuzione dei vaccini. Noi siamo al 70% della copertura, in molte parti del Sud del mondo non raggiungono il 10%. Di questo ci occuperemo nel prossimo G20”.

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