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Covid, Melegaro (Cts): “In Italia crescita più lenta dei contagi: acceleriamo le terze dosi”

Il tecnico del Cts commenta la situazione attuale: "Ce lo aspettavamo. Ora accelerare con le terze dosi"

Melegaro Covid

Il commento del tecnico del Cts Alessia Melegaro sui numeri del Covid in aumento: “Situazione attesa, bisogna accelerare sulle terze dosi”.

Covid, Melegaro: “Situazione attesa”

È una situazione che ci aspettavamo” così Alessia Melegaro, membro del Cts, commenta l’andamento attuale dei numeri del contagio.

“Gli indicatori ci dicono che la circolazione sta aumentando dal punto di vista dell’incidenza dei casi, dell’occupazione dei posti letto e dell’Rt che si mantiene sopra l’1 anche” commenta la docente di demografia e statistica all’università Bocconi. Il perchè di questo aumento dei casi è molto chiaro per la Melegaro: “Si è visto innanzitutto che la vaccinazione ha una protezione calante. Chi si è immunizzato all’inizio dell’anno, adesso ha minor capacità di difendersi dall’infezione da Sars-CoV-2 -spiega-.

Questo crea le condizioni ideali per permettere al virus di essere portato in giro da persone che, pur non finendo in ospedale o sviluppando malattia grave, alimentano la catena dei contagi”.

Covid, Melegaro: “Accelerare sulle terze dosi”

La situazione in questo momento, secondo Melegaro, non è drammatica ma l’attenzione dev’essere massima: “Siamo in una fase di crescita che comunque non è drammatica e non dobbiamo disperare neppure quando vedremo la curva salire ancora.

La velocità dell’aumento però è contenuta, l’incidenza settimanale è di poco inferiore ai 100 casi ogni 100mila abitanti rispetto ai 78 dei sette giorni precedenti e ai 53 di due settimane fa -spiega Melegaro al Corriere-. Anche l’occupazione dei posti di terapia intensiva è in lieve salita. Questo per dire che non c’è l’esplosione avvenuta in altri Paesi europei”. L’Italia, quindi è avvantaggiata rispetto agli altri Paesi, e per il membro del Cts una soluzione per evitare numeri alti come in altri Stati una soluzione c’è: “Spingere sulla campagna vaccinale e accelerare sulle terze dosi, non c’è altra strada.

Gli italiani non hanno abbandonato i comportamenti virtuosi che altrove sono stati del tutto dimenticati e infatti se ne vedono le conseguenze”.

Covid, Melegaro sui tamponi rapidi: “Molte incertezze”

Sulla durata del green pass, tema molto discusso negli ultimi giorni, si è espressa la docente: “Quando è stato deciso per la durata di 12 mesi le evidenze scientifiche sull’immunità data dai vaccini erano diverse. Ora ci sono i presupposti per rivedere questi tempi. Persone che si sentono protette, e lo sono dal rischio di sviluppare malattia grave, dovrebbero invece sapere che la loro immunità ha limiti più ristretti e quindi devono ricevere un richiamo”. Sulla possibilità attuale di ottenere il certificato verde tramite tampone rapido la Melegaro ha dubbi: “Il test antigenico consente di avere una risposta diagnostica in tempi rapidi ma con molte incertezze. Non è lo strumento ideale soprattutto in un periodo di crescita epidemica ma è meglio di niente perché consente comunque di intercettare qualche positivo pur dando libertà di circolazione a falsi negativi. Come scelta di sanità pubblica ha una sua utilità sia pur ridotta”. Infine, un commento sulla possibilità di escludere l’accesso ai locali pubblici per i non vaccinati: “Una decisione forte, prettamente politica. Da tecnico ritengo sia importante trovare un modo equilibrato di tutelare la società, l’economia, la salute. Non mi rende felice pensare che la collettività debba rimetterci a causa di minoranze che rifiutano per diversi motivi il vaccino“.

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