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Covid, morto operaio Ama di 54 anni e la Lega insorge contro l’azienda

Covid, morto operaio Ama di 54 anni e il consigliere Bordoni sbotta contro l'azienda: "In Ama continuiamo a rilevare situazioni precarie"

Il logo dell'Ama di Roma

Covid, morto un operaio dell’Ama di Roma di 54 anni, era un autista dell’azienda  addetto alle officine presso lo stabilimento di Tor Pagnotta ed è spirato a causa del coronavirus sabato scorso. La morte del dipendente dell’Azienda Municipale Ambiente della capitale ha innescato una vivace dialettica in seno agli ambienti amministrativi romani.

In particolare la Lega ha lanciato un appello alla sindaca Virginia Raggi. Lo ha fatto per mezzo del consigliere in quota Carroccio Davide Bordoni, che è anche vice presidente della Commissione Ambiente e che quindi ha una doppia titolarità ad intervenire sull’argomento: “Appronti immediatamente un piano di vaccinazioni”. 

Covid, morto operaio Ama, il pressing della Lega

E ancora: “In questi mesi abbiamo più volte denunciato rischi nelle procedure e negli standard che sembravano essere frutto di sottovalutazioni in azienda.

In Ama continuiamo ad assistere a precarie situazioni dove le condizioni lavorative giornaliere sembrerebbero, di fatto, inconciliabili con le misure di contenimento previste dal governo in ambito sanitario”. Un vero atto di accusa nei confronti degli standard di Ama dunque. E ci sarebbe anche un precedente formale, sempre con la Lega a denunciare. A novembre 2020 il gruppo consiliare del Carroccio aveva indirizzato una lettera a Raggi per denunciare “le precarie situazioni giornaliere inconciliabili con le misure di contenimento”. 

Davide Bordoni: situazione sempre grave

E Bordoni, che non è nuovo al sollevamento di questioni  a trazione “green” indirizzate all’attenzione della sindaca, ha aggiunto: “La diffusione del contagio nella municipalizzata dei rifiuti continua ad aggravarsi, come evidenziato anche dalla UIL Trasporti”. A corredo la Lega chiede anche tutta una serie di misure e protocolli aggiuntivi che potrebbero rimettere, a parere dei suoi esponenti, la situazione in carreggiata di una maggior sicurezza. Fra di essi la sanificazione dei mezzi, con “dotazioni di dispositivi e utilizzo di tamponi antigenici volontari”.

Tutte misure per “arginare il virus e scongiurare il propagarsi di contagi tra i dipendenti della municipalizzata”.

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