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Covid, Prefetto di Milano: “Siamo all’ultimo miglio, basta errori”

Il Prefetto di Milano sui festeggiamenti dell'Inter e sul caso della festa clandestina organizzata in un'appartamento in violazione delle norme covid.

Covid Prefetto di Milano

Il Prefetto di Milano, Renato Saccone, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera nella quale ha detto la sua sull’attuale situazione covid italiana e suoi necessari controlli che vengono messi in atto dalle forze competenti per garantire il rispetto delle norme previste dai decreti.

I casi di questo tipo a Milano non sono certo mancati in questi giorni, dalla festa dei tifosi dell’Inter fino alla fuga sui tetti di un ragazzo che aveva organizzato una festa clandestina.

Covid, le parole del Prefetto di Milano

In merito alla festa clandestina, il dottor Saccone ha detto: “Arriva una segnalazione alle forze dell’ordine.

È in corso una festa. Casa privata, molti ragazzi, tutti al chiuso, senza mascherina. Dal punto di vista del potenziale contagio, una situazione di estremo rischio. Interveniamo. E un ragazzo, per paura, per vergogna o per motivi irrazionali, esce da una finestra e inizia a scappare sui tetti. Quel ragazzo poteva cadere, con esiti tragici”. Al racconto dei fatti si aggiunge poi anche un po’ di polemica:Chi decide se, quando e come intervenire? Il sociologo, il politico, il virologo? Oppure ci affidiamo alla competenza del funzionario di polizia?”.

Covid, il Prefetto di Milano e la festa dell’Inter

Il tema si sposta poi sulle molte polemiche legate ai festeggiamenti – e agli assembramenti – dei tifosi dell’Inter per la vittoria dello scudetto. Il Prefetto di Milano taglia corto dicendo di non voler far intendere il loro come un lavoro che guarda al singolo caso, ma che invece ha una visione più generale e tutela la città nel suo complesso. Quella manifestazione – dice riferendosi alla festa nerazzurra – spontanea e disorganizzata, l’abbiamo contenuta, evitando ogni possibile danno a persone o cose. A Milano negli ultimi 4 mesi ci sono state 500 manifestazioni di piazza, che non hanno avuto ricadute né sull’ordine pubblico, né sull’incidenza dei contagi, che è stata preoccupante, ma pur sempre ridotta rispetto all’hinterland e alle altre province lombarde“.

Covid, il Prefetto di Milano e i giovani

Spesso i fatti di cronaca ci riportano delle situazioni di grave disagio vissuto dai giovani nel corso di questa pandemia e della loro grande insofferenza nei confronti della situazione e dei controlli delle forze dell’ordine. Qui c’è un tema chiave – ha detto Saccone – come coniugare la progressiva ripartenza con la necessità di compiere questo ultimo miglio senza commettere errori. La Lombardia ha messo in campo una poderosa macchina per i vaccini, le Rsa riaprono alle visite dei parenti, la Scala riprende i concerti, la scuola si svolge in gran parte in presenza. In parallelo con la ripartenza però terminerà anche il blocco dei licenziamenti e degli sfratti, e poi ci sono la criminalità organizzata, la criminalità comune, la violenza di genere, le occupazioni abusive, e così elencando”. “Riapertura – ha proseguito il Prefetto di Milano – vuol dire una ripresa complessiva della città, che obbligherà le forze dell’ordine ad essere presenti sempre di più su tutti i fronti, con un impegno mai venuto meno, ma che aumenterà. E quindi bisogna uscire dall’idea che a più aperture debbano corrispondere più controlli. Anzi – ha concluso – più aperture, più autocontrollo. Più senso di responsabilità”.

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