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Covid, Pregliasco: “Quarantena ridotta per i vaccinati? Si deve fare per evitare il lockdown de facto”

Pregliasco favorevole alla quarantena ridotta per i vaccinati per evitare che l'intero Paese si blocchi: "I rischi li copriamo con il vaccino".

Pregliasco quarantena ridotta vaccinati

Il recente alto numero di positivi al covid, unito però ad una fetta molto ampia della popolazione che ha ricevuto il vaccino, spinge la scienza e il governo a valutare l’ipotesi di una quarantena ridotta per i vaccinati, al fine di evitare un immobilismo economico del Paese visto il sempre più alto numero di persone obbligate a restare a casa in attesa di riscontro negativo del test al termine del settimo giorno di isolamento.

Sul tema si è dimostrato favorevole anche il Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano Fabrizio Pregliasco.

Pregliasco sulla quarantena ridotta per i vaccinati

“Credo – ha detto Pregliasco a L’Aria che tira su LA7 – che sia una cosa che s’ha da fare comunque per evitare una fermata, un lockdown de facto.

Grazie alla vaccinazioni si va verso una normalità, dobbiamo prenderne atto. Nel prossimo futuro ci sarà una crescita esponenziale, si andrà oltre i 100mila casi. Dobbiamo distinguere quelli impegnativi e quelli che non lo sono. La contagiosità è concentrata nei primi giorni della malattia.

Pregliasco dice sì alla quarantena ridotta per i vaccinati

Un cambio di strategia, l’assunzione di un rischio maggiore che sarebbe però coperto dai vaccini. “Dei rischi li corriamo – ha detto il medico – con questa modalità un po’ abbassiamo la guardia, ma la vaccinazione ha un’efficacia nel ridurre gli effetti più pesanti, non limita completamente il contagio, ma ci dà una barriera e ci dà la possibilità di convivere con questo virus.

Il destino di Omicron dice di avere un rischio di infezione con più basse percentuale di malattia. Ormai siamo troppo spesso contatti stretti e contatti di contatti”.

Quarantena ridotta per i vaccinati, il punto di Pregliasco 

“La variante Omicron è contagiosissima – ha precisato Pregliasco – al livello del morbillo e della varicella, ma se viene confermato che si tratta di una forma più benevola allora si potrebbe passare a cinque giorni di quarantena con un solo test in quinta giornata, come già fatto negli Stati Uniti, dove poi fanno usare la mascherina.

Dobbiamo arrivare questa malattia come governiamo l’influenza e come lo abbiamo fatto in passato”.

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