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Covid: prof no vax Tutino, 'esonero per sciopero fame ha aperto varco, in tanti stanno aderendo'

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Roma, 13 gen. (Adnkronos) – "Ho perso quasi sei chili, secondo il medico devo smettere al più presto perché rischio una serie di complicazioni che si verificano a catena e sarebbe difficile arrestare. Ho momenti di debolezza, ma continuerò: per citare Draghi, 'whatever it takes' (costi quel che costi, ndr)".

Ad affermarlo all'Adnkronos è Davide Tutino, il professore di filosofia in sciopero della fame contro il'obbligo di green pass e vaccino imposti dal governo. Il professore, che da 15 giorni attua il digiuno come forma di protesta e manifesta di fronte a Palazzo Chigi, è stato momentaneamente esonerato dal medico ottenendo un differimento a causa delle sue condizioni di salute.

"Io ero andato all'hub vaccinale per sondare se fosse possibile o meno vaccinarsi secondo legge, ovvero con l'esistenza di una prescrizione medica, che non esiste, e nella possibilità di avere una reale informazione su quello che ci viene inoculato, sul suo reale obiettivo e i suoi reali pericoli.

Il mio sciopero della fame ha costretto il medico, al momento dell'anamnesi, a valutarne i pericoli e a decidere per il differimento". Il dottore, spiega Tutino, "si è visto così liberato dalla sua funzione burocratica ed è tornato alla sua funzione di medico. Si è ripristinato il rapporto medico paziente, che si era interrotto mettendo fine a millenni di storia della medicina, perché lo Stato si è sostituito al medico".

Tutto questo ha fatto "il piccolo miracolo di aprire un varco in mezzo all'obbligo per coloro che non si vogliono vaccinare -spiega il docente- Cominciano ad essere tanti quelli che ci seguono, e stiamo cercando di organizzarli, basta scrivere alla mail famedigiustizia@resistenzaradicale.org".

Tutino ci tiene a precisare: "Fermo restando che questa non è una soluzione ma uno strumento di lotta. Ha dato a moltissimi la possibilità di arrivare lì di ricevere un'esenzione o un differimento, e comunque li mantiene nei loro diritti costituzionali", puntualizza. E cita Marco Pannella: "'Se il futuro avrà memoria' forse nei libri di storia lo descriveranno come una forma di boicottaggio non violento, in realtà è una forma di affermazione di coscienza".

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