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Covid, Rezza: “Non saranno necessari nuovi lockdown. Green Pass offre protezione”

Il direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, Giovanni Rezza, ha asserito che non saranno necessari nuovi lockdown per Covid.

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Il direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, Giovanni Rezza, ha commentato l’andamento della pandemia da coronavirus e si è espresso in merito alla possibilità di ricorrere, in futuro, nuovamente all’espediente del lockdown per limitare la diffusione del contagio.

Covid, Rezza: “Non saranno necessari nuovi lockdown”

In occasione della sua partecipazione alla festa de Il Fatto Quotidiano, il direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, Giovanni Rezza, rilasciato alcune dichiarazioni circa gli esiti futuri della pandemia Covid.

In questo contesto, infatti, l’epidemiologo Rezza ha spiegato di essere convito che non ci sarà più necessità di ricorrere ai lockdown per contrastare la circolazione del virus. A questo proposito, l’esperto ha spiegato: “Non credo alla necessità di nuovi lockdown come quelli vissuti nel 2020.

Credo si possano rinforzare o meno alcune misure. Ma dipenderà molto dall’evoluzione della pandemia, dovremo però continuare a mantenere comportamenti attenti”.

Covid, Rezza: gli over 50 non vaccinati e il fenomeno dei No Vax

Focalizzandosi sulla campagna vaccinale e sugli oltre 3 milioni e mezzo di over 50 che non sono ancora stati vaccinati, Giovanni Rezza ha ricordato: “Per gli over 50, il rischio di finire in terapia intensiva c’è mentre i vaccinati che finiscono in terapia intensiva sono veramente pochi, per lo più ultraottantenni con gravi comorbidità”.

Per quanto riguarda il fenomeno dei No Vax, invece, l’epidemiologo ha sottolineato: “Sono una minoranza rumorosa, meno dell’1%. Una larga fascia di persone indecise, influenzabili in qualche misura, che magari non ha la percezione del rischio molto elevato di contrarre la malattia”.

In relazione ai vaccinati che contraggono, il virus, ancora, l’esperto ha spiegato che una simile circostanza è normale: “A parte il vaccino contro la febbre gialla, gli altri non proteggono mai al 100%, anzi quelli anti-Covid hanno un’efficacia migliore di molti altri – e ha aggiunto –.

Più persone si immunizzano, più ad ammalarsi saranno anche i vaccinati, perché i non vaccinati saranno sempre di meno”.

Covid, Rezza: il caso di Israele

In relazione al caso di Israele e alla risalita dei contagi nel Paese nonostante l’ingente campagna di vaccinazione condotta, Giovanni Rezza ha affermato: “In Israele, c’è un aumento impressionante dei casi per un Paese che ha vaccinato tanto e bene. Il loro caso mostra che anche i vaccinati possono infettarsi e trasmettere l’infezione, e che alcuni possono sviluppare una malattia grave. È normale che per i vaccini si facciano più di due dosi. Il fatto di dover fare una dose in più o una dose di richiamo è normale per la gran parte dei vaccini, non vuol dire che il vaccino non funziona”

Covid, Rezza: “Green Pass offre protezione”

Il direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, poi, ha esaminato il tema del Green Pass e, pur considerandolo “un surrogato dell’obbligo”, ha precisato: “Il Green Pass dà un certo grado di protezione: se siamo tutti vaccinati, stiamo a distanza, abbiamo una certa probabilità in più di essere protetti. Se l’alternativa è mandare all’aria l’economia e i rapporti sociali, allora può considerarsi una misura di sanità pubblica”.

Covid, Lamorgese: “Green Pass importante per la ripartenza in sicurezza del Paese”

A proposito del Green Pass, si nuovamente espressa anche la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Nel corso della sua partecipazione al Forum Ambrosetti organizzato a Cernobbio, la ministra Lamorgese ha dichiarato: “Il Green Pass è importante perché dobbiamo pensare soltanto a una cosa: alla ripartenza in sicurezza del Paese. Tutto quello che deve essere fatto lo facciamo per far ripartire in sicurezza il Paese e le imprese”.

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