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Covid, Salmaso: “Non si può valutare effetto vaccino da numero morti tra vaccinati e no vax”

L’epidemiologa Stefania Salmaso ha spiegato che non si può valutare l’effetto del vaccino anti-Covid attraverso il numero di morti tra vaccinati e no vax.

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L’epidemiologa ed esperta indipendente, Stefania Salmaso, ha commentato l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sottolineando la complessità che si cela nel fornire una spiegazione rispetto all’innalzamento dell’età media dei soggetti vaccinati che muoiono a causa del coronavirus.

Vaccino Covid, l’epidemiologa Salmaso commenta il report aggiornato dell’ISS

Nella giornata di giovedì 27 gennaio, l’epidemiologa ed esperta indipendente, Stefania Salmaso, ha commentato i dati contenuti nell’ultimo report redatto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) legato alla pandemia. In questo contesto, infatti, il report ha rivelato che l’età media dei morti per Covid corrisponde a 80 anni. Il dato, tuttavia, diventa più alto se si considerano esclusivamente i soggetti vaccinati il cui decesso è causato dal virus.

Secondo l’ex direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’ISS – ruolo che la scienziata ha ricoperto tra il 2004 e il 2015 –, riuscire a spiegare l’innalzamento dell’età media dei morti tra i vaccinati appare alquanto complesso.

Covid, Salmaso: “Non si può valutare effetto vaccino da numero morti tra vaccinati e no vax”

Contattata da AdnKronos Salute, l’epidemiologa dell’Associazione italiana di epidemiologia ha dichiarato: “Non si può giudicare l’effetto della vaccinazione solo andando a contare i deceduti tra i vaccinati e i non vaccinati perché le due popolazioni non sono omogenee per condizioni con rischio di morte”.

Covid, Salmaso: “Ci sono diverse situazioni da esaminare”

L’osservazione espressa da Stefania Salmaso, quindi, ribadisce la complessità insita nella lettura del dato diffuso dall’ISS.

L’epidemiologa, inoltre, ha anche spiegato: “Ci sono diverse situazioni. Ma bisogna ricordare che sono state vaccinate prima le persone a maggior rischio di decesso e i più anziani. E quindi le persone di età maggiore sono state anche più protette”.

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