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Covid, Sharon Stone: “Ho chiesto il vaccino obbligatorio sul set, sono stata minacciata di licenziamento”

Sharon Stone ha chiesto alla produzione del suo film di rendere il vaccino Covid obbligatorio sul set ma è stata minacciata di licenziamento.

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L’attrice americana Sharon Stone, impegnata in un nuovo progetto cinematografico, ha rivolto alla produzione della pellicola una richiesta legata alla pandemia da coronavirus in seguito alla quale è stata minacciata di licenziamento.

Covid, Sharon Stone: vaccino obbligatorio sul set e minaccia di licenziamento

Sharon Stone, attrice statunitense che ha esordito nel mondo dello spettacolo nel 1980, ha recentemente iniziato a dedicarsi a un nuovo progetto cinematografico. In questo contesto, ha deciso di rivolgersi alla produzione del film, sollevando il problema della pandemia e dei vaccini sintetizzati contro il SARS-CoV-2. L’attrice, infatti, ha chiesto di rendere obbligatorio il vaccino per tutti coloro che avrebbero preso parte al nuovo progetto che la vedeva coinvolta.

La risposta della produzione, tuttavia, è stata estremamente diversa dalle aspettative dell’artista che ha raccontato di essere stata minacciata. I produttori del film, il cui titolo non è stato svelato, hanno infatti invitato Sharon Stone ad abbandonare una simile idea, facendole intendere che il suo impiego fosse gravemente a rischio.

Vaccino Covid, Sharon Stone: il video di denuncia postato online

In merito alla vicenda, Sharon Stone ha deciso di parlare pubblicamente di quanto accaduto, postando un video online.

Nel corso del suo discorso, l’attrice ha scelto di fare riferimenti superficiali alla produzione con la quale è in contatto e ha rivelato soltanto che le riprese del film verranno effettuate ad Atlanta.

A questo proposito, quindi, l’artista ha dichiarato: “Se parteciperò prima che chiunque sia vaccinato? No, non lo farò. Sono stata minacciata di perdere il lavoro? Sì. Perderò il lavoro se qualcuno sul set non sarà vaccinato? Sì”.

Vaccino Covid, Sharon Stone: il caso Sean Penn e la candidatura al sindacato

La causa sposata da Sharon Stone affonda radici profonde nel contesto della pandemia vissuta negli Stati Uniti d’America e si inserisce sulla sia della decisione annunciata anche da Sean Penn. Soltanto pochi giorni fa, infatti, l’attore ha abbandonato il set della serie tv Gaslit annunciando che avrebbe ripreso il suo ruolo soltanto nel momento in cui tutti i membri della troupe e del cast si fossero vaccinati contro il SARS-CoV-2.

Per quanto riguarda la posizione di Sharon Stone, inoltre, la donna ha spesso raccontato che molti dei suoi familiari sono stati contagiati dal virus, compresa sua sorella. In queste circostanze, l’artista ha ripetutamente attribuito la responsabilità della diffusione del Covid a tutti coloro che non fanno uso della mascherina. La decisione, infine, possiede anche un valore strategico in quanto Sharon Stone è determinata a portare avanti la sua candidatura per ottenere un posto nel board del sindacato americano che si occupa di rappresentare oltre 160.000 attori.

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